Concetti Chiave
- Babesia bovis è la specie più patogena, causando un abbassamento significativo dell’ematocrito e anemia attraverso il sequestro di globuli rossi.
- Tra i sintomi principali si riscontrano coagulazione intravasale disseminata, atassia, depressione e febbre, con manifestazioni variabili a seconda della specie di Babesia.
- Gli animali in zone endemiche sviluppano resistenza a Babesia grazie agli anticorpi materni, riducendo l'impatto dell'infezione.
- Le variazioni nelle condizioni epidemiologiche, come il trasferimento di animali non esposti, possono esacerbare la diffusione della babesiosi.
- I vaccini contro le zecche, disponibili da circa 15 anni, mirano a prevenire la trasmissione di Babesia, ma non esistono vaccini specifici per il parassita stesso.
Indice
Babesia bovis e anemia
Babesia bovis è una piccola babesia ed è la specie più patogena. Essa porta ad un abbassamento dell’ematocrito del 20%, quando si ha meno del 1% di emazie parassitate; infatti, con 1% di emazie parassitate, ci si aspetta che l'ematocrito scenda del 1% più o meno, ma essendoci il calo del 20%, fa riflettere su come questi parassiti, mediante l'uso di antigeni, attuino un sequestro di globuli rossi importante, causando così, anemia da babesia.
Sintomi e patogenicità
Anche in questo caso, si verificherà la coagulazione intravasale disseminata a livello del SNC e non solo; si può verificare anche atassia, l'animale non riesce a stare bene in equilibrio; depressione, alcune volte l’animale può manifestare anche aggressività, febbre, emoglobinemia, emoglobinuria. Babesia bigemina e B. divergens sono meno patogene; esse arrivano a causare emoglobinuria, addirittura dopo una o due settimane dall'infezione, quindi, è molto più lento.
Adattamento e resistenza
Precedentemente era stato detto che a babesia, di per sé, non interessa che l'ospite si ammali, Infatti, il problema di babesia è così evidente nelle zone tradizionalmente endemiche, perché si è sviluppato tutto un processo per cui l'ospite diventa resistente nei confronti del patogeno, cioè l'ospite si adatta in qualche modo. Per cui, banalmente, se un cucciolo nasce da madre infetta, lei essendo venuta a contatto con babesia, produrrà degli anticorpi; quindi, se il cucciolo si infetta avrà già questi anticorpi che lo aiutano a contrastare il parassita; ciò, non vuol dire che non si infetta, ma, vuole semplicemente dire, che si infetta ma non si ammala con dei segni gravi, o comunque presenta dei segni lievi.
Condizioni epidemiologiche variabili
Il vero problema si verifica quando cambiano le condizioni epidemiologiche, cioè, se si porta un animale che non è mai stato esposto in quella zona, per esempio, al confine tra Piemonte e Liguria. In Liguria di babesia ce n'è abbastanza, In Piemonte ce n'era molto poca fino a 15 / 20 anni fa; A quei tempi, era tipico che le vacche del Piemonte in estate andassero in Liguria; così facendo si ammalavano di babesiosi Perché i vitelli, soggetti giovani, erano nati in un posto dove il parassita non c'era, non c'erano le zecche, e lo incontravano quando andavano in queste zone.
Anche se cambia il numero di zecche può diventare un problema: perché, se aumentano di molto, l'ospite può essere infettato anche con delle cariche più alte, e a quel punto anche gli anticorpi che l'ospite poteva già avere, possono risultare insufficienti.
Inoltre, c'è ancora un altro aspetto che vale per le microbabesie: queste sono quelle che possono anche nascondersi nel sistema reticolo ostiocitario, quindi, stanno lì per tutta la vita del soggetto; se però ad un certo punto l'ospite è stressato il suo sistema immunitario si abbassa e il parassita si può riattivare (questo aspetto si vedrà bene nel cavallo).
Vaccini contro le zecche
Da circa 15 anni esistono dei vaccini commercializzati contro le zecche, cioè, non si vaccina contro babesia, ma si vaccina contro le zecche.
Esistono due tipi di questi vaccini: uno fatto in Australia e uno fatto a Cuba. Il prof spiega che li ha citati per farci capire quanto siano vecchi, ritornando sempre sul fatto di quanto questa medicina possa essere più avanti, sotto certi aspetti, rispetto a quella umana. Domanda: Perché si utilizza un vaccino contro le zecche? Saranno per zecche a 1, a 2 o a 3 ospiti? A 1 ospite, perché se ci fosse un vaccino per zecche a 3 ospiti, posso vaccinare l'ospite, ma il vaccino interviene in uno solo dei tre stadi.
Quindi, i vaccini per le zecche vanno bene sulle zecche che si attaccano ad una sola specie, perché comunque, o larva, o ninfa, o adulta, il risucchio di sangue viene fatto sempre sulla stessa specie.
Domande da interrogazione
- Qual è l'impatto di Babesia bovis sull'ematocrito degli animali infetti?
- Quali sintomi possono manifestarsi negli animali infetti da Babesia?
- Come si sviluppa la resistenza degli ospiti nei confronti di Babesia?
- Quali sono le conseguenze del cambiamento delle condizioni epidemiologiche per gli animali?
- Perché si utilizzano vaccini contro le zecche e non contro Babesia?
Babesia bovis causa un abbassamento dell'ematocrito del 20% anche con meno dell'1% di emazie parassitate, evidenziando un significativo sequestro di globuli rossi e portando a anemia da babesia.
Gli animali possono presentare sintomi come atassia, depressione, febbre, emoglobinemia e emoglobinuria, con una patogenicità maggiore rispetto ad altre specie come Babesia bigemina e B. divergens.
Gli ospiti possono sviluppare resistenza attraverso la produzione di anticorpi, specialmente se nati da madri infette, permettendo loro di infettarsi senza manifestare segni gravi.
Il cambiamento delle condizioni epidemiologiche, come l'introduzione di animali non esposti a Babesia in nuove aree, può portare a malattie gravi, specialmente nei vitelli nati in zone prive del parassita.
I vaccini disponibili sono progettati per combattere le zecche, non Babesia, poiché agiscono su zecche a un solo ospite, riducendo il rischio di trasmissione del parassita attraverso il sangue.