Concetti Chiave
- Il ciclo vitale dei parassiti è autolimitante e termina con la produzione di oocisti, che vengono eliminate con le feci.
- La riproduzione asessuata per schizogonia massimizza la numerosità delle cellule figlie, ma comporta rischi legati alla risposta immunitaria dell'ospite.
- Danni variabili a seconda della specie, con alcune che causano emorragie parassitando cellule profonde, mentre altre danneggiano solo la mucosa superficiale.
- Le oocisti espulse devono resistere nell'ambiente per infettare individui suscettibili, influenzando notevolmente l'entità dei danni causati da infezioni parassitarie.
- Una corretta diagnosi è fondamentale per identificare le specie più patogene, che presentano più cicli di merogonia e colpiscono i tratti intestinali distali.
Indice
Il ciclo vitale dei parassiti
Il ciclo vitale di definisce autolimitante in quanto al termine della fase di merogonia si ha sempre la fase di gametogonia, che rappresenta il termine del ciclo nell’ospite infettato.
Finito questo ciclo (2-4 generazioni), quindi, avviene la trasformazione in micro- e macrogameti, per effettuare una riproduzione sessuata: il microgamete si unisce al macrogamete per produrre l’oociste, che viene eliminata con le feci ed esce dall’ospite.
Strategie di riproduzione e rischi
La riproduzione asessuata per schizogonia risulta quindi essere una strategia per massimizzare la numerosità delle cellule figlie: vengono effettuati il maggior numero di cicli possibili, tenendo in considerazione che ogni volta che i parassiti neo-originati escono da una cellula per infettarne altre sono suscettibili al sistema immunitario dell’ospite, che sarà in grado di attuare una risposta all’infestazione. Un numero elevato di cicli, quindi, è rischioso perché offre all’ospite di attuare una risposta all’infezione e potenzialmente debellarla. Per questo diverse specie di parassiti hanno attuato strategie diverse; chi attua 2 cicli di schizogonia e chi anche 5 o 6, ma sono da considerarsi strategie diverse che soppesano costi-benefici, vantaggi-svantaggi (non esiste, quindi, una strategia migliore fra tutte). Le conseguenze sono quindi disidratazione e diarrea. Una delle prime procedure da mettere in atto è quindi la flebo.
Danni causati dai parassiti
Anche l’entità del danno dipende dalla specie: alcune specie invadono le cellule più superficiali della mucosa inestinali, causando danni più lievi, mentre altre specie parassitano le cellule più profonde, vicino alla lamina basale e ai vasi sanguigni e possono quindi causare emorragie.
Inoltre, specie diverse parassitano tratti diversi del canale digerente. Un datto ai tratti distali del canale digerente sarà più grave rispetto ad un danno ai tratti prossimali, perché è negli ultimi tratti dove avviene un maggior riassorbimento di acqua. L’entità del danno dipende anche dal numero di oocisti ingerite.
Risposta immunitaria dell'ospite
Alla fine del ciclo, l’ospite avrà sviluppato una risposta immunitaria nei confronti del parassita; l’immunità non è diretta nei confronti degli sporozoiti ma verso le forme merogoniche (schizonte e merozoite). In vitro, il siero di soggetti infetti ha un effetto negativo nello sviluppo dei merozoiti (immunità umorale). Tuttavia, la protezione immunitaria è soprattutto cellulo-mediata: nel caso di prima infezione, l’inoculazione di siero (prelevato da soggetti infetti) non si è mostrato protettivo.
Sopravvivenza delle oocisti nell'ambiente
Le oocisti espulse nell’ambiente hanno perciò come obiettivi gli individui più suscettibili, che sono solitamente gli individui più giovani. Le oocisti appena espulse non sono quindi immediatamente infettanti e in più devono resistere per lungo tempo nell’ambiente per aspettare la nascita dei nuovi individui suscettibili, nella generazione successiva; generalmente le nascite avvengono 1-2 volte l’anno (in base alla specie dell’ospite). I primi soggetti infettati ingeriscono verosimilmente poche oocisti (quelle poche, rispetto all’elevatissimo numero di partenza, che sono riuscite a sopravvivere nell’ambiente) ma ne espelleranno un numero molto maggiore; se il ricambio generazionale è molto elevato (come avviene ad esempio nell’allevamento avicolo) gli individui suscettibili che arrivano dopo, si ritroveranno nello stesso ambiente con un numero elevato di oocisti che, ingerite, provocano danni molto maggiori. La gestione e le condizioni ambientali di un allevamento possono quindi influire notevolmente sull’entità dei danni causati da un’infezione parassitaria.
Importanza della diagnosi corretta
Riassumendo, specie di parassiti con più cicli di merogonia e che parassitano i tratti intestinali distali sono più patogeni rispetto a specie con meno cicli di merogonia (quindi meno danni alla mucosa) e che parassitano i primi tratti. Questo sottolinea l’importanza del riconoscimento della specie nell’ambito di un caso clinico per la formulazione di una corretta diagnosi.
Domande da interrogazione
- Qual è la caratteristica principale del ciclo vitale dei parassiti?
- Quali sono i rischi associati alla riproduzione asessuata dei parassiti?
- Come varia l'entità del danno causato dai parassiti?
- Qual è la risposta immunitaria dell'ospite nei confronti dei parassiti?
- Perché è importante una diagnosi corretta nei casi di infezione parassitaria?
Il ciclo vitale dei parassiti è definito autolimitante, poiché termina sempre con la fase di gametogonia dopo la merogonia, portando alla produzione di oocisti eliminate con le feci.
La riproduzione asessuata per schizogonia consente di massimizzare il numero di cellule figlie, ma un numero elevato di cicli aumenta il rischio di attivare la risposta immunitaria dell'ospite, che può debellare l'infezione.
L'entità del danno dipende dalla specie di parassita e dalla profondità dell'invasione cellulare; parassiti che colpiscono tratti distali del canale digerente causano danni più gravi rispetto a quelli che colpiscono tratti prossimali.
L'ospite sviluppa una risposta immunitaria principalmente cellulo-mediata contro le forme merogoniche del parassita, mentre l'immunità umorale ha un effetto limitato sullo sviluppo dei merozoiti.
Una diagnosi corretta è fondamentale poiché parassiti con più cicli di merogonia e che colpiscono tratti intestinali distali sono più patogeni, evidenziando la necessità di riconoscere la specie per una gestione adeguata dell'infezione.