Concetti Chiave
- Filumena Marturano incarna la forza e la resilienza delle donne napoletane degli anni '40, affrontando con determinazione le avversità della vita.
- La trama ruota attorno alla lotta di Filumena per ottenere il matrimonio con Domenico Soriano, usando astuzia e inganno per raggiungere il suo obiettivo.
- Il racconto esplora il potere e l'equilibrio tra i sessi, mostrando un'evoluzione della dinamica relazionale tra Filumena e Domenico, culminando in una nuova forma di felicità.
- Il linguaggio napoletano, autentico e ricco, rappresenta una sfida per il pubblico, ma contribuisce a mantenere il vero significato dell'opera di Eduardo De Filippo.
- Nonostante le difficoltà linguistiche, il pubblico riesce a cogliere il senso della storia grazie all'interpretazione vivace degli attori e alla loro gestualità.
La forza di Filumena Marturano
Filumena Marturano, ovvero il simbolo della condizione delle donne napoletane alla fine degli anni ’40, è anche sinonimo di caparbietà, tenacia, forza, grinta, tutti atteggiamenti guidati da una rabbia repressa che le permette così di affrontare una vita che, sicuramente, non le sorrideva. La sorregge, quindi, la voglia di andare avanti, di tenere ed allevare tre figli avuti durante unioni illegittime non dimenticando mai l’espressione “i figli son figli”. Allevati di nascosto, rubando i soldi a Domenico Soriano, suo ex spasimante quando faceva la prostituta, divenuto poi a distanza di anni suo convivente per ben venticinque anni. Da questa rabbia si sprigiona la forza che le è necessaria per andare avanti senza aver mai versato una lacrima - frase ripetuta più di una volta da Filumena - senza mai abbandonarsi o piegarsi alla sua sorte di “mala femmina”. Ma dopo venticinque anni Filumena vuole sposare Don Domenico che ama senza essere ricambiata; infatti questo si è invaghito di una giovane ragazza con la quale si vuole sposare. Ma Filumena strappa questo matrimonio fingendosi in punto di morte e Domenico cercherà poi di sciogliere il vincolo accusandola di imbroglio. Filumena però ha il coltello dalla parte del manico e al momento giusto confessa a Don Domenico di avere tre figli, uno dei quali avuto proprio da lui. Però Filumena non gli rivelerà mai qual è, cosicché Domenico finirà per voler bene a tutti e tre. Sarà proprio il sentirsi dire “papà”, che lo spingerà ad unirsi definitivamente con Filumena, ricambiando il suo amore.
Il potere e l'equilibrio tra i sessi
Importanti sono i ruoli assunti dall’uomo e dalla donna. Come ne La Locandiera di Goldoni, vediamo una donna sicura di sé e consapevole di avere l’uomo in suo potere, giostrandolo come una marionetta. E accanto un uomo debole che però non vuol perdere la superiorità che tradizionalmente egli ha sulla donna, il che spesso accentua la sua inferiorità.
Filumena, che domina tutta la storia e quindi tutta la scena come un vero uomo, alla fine si abbandona in un pianto sfrenato e liberatorio che riga le sue guance secche da ben venticinque anni. La rabbia si è finalmente sprigionata lasciando rinascere una donna che ha ormai perso il totale potere sull’uomo, il quale ormai si trova sullo stesso piano della moglie. Si giunge così ad un equilibrio e ad un’insperata felicità.
La sfida della lingua napoletana
Questo testo insieme comico e tragico è recitato con grande spigliatezza e bravura da due veterani del teatro quali Isa Danieli (Filumena Marturano) e Antonio Casagrande (Domenico Soriano). L’unica difficoltà che ho riscontrato è stata la lingua: un napoletano parlato da napoletani veraci. Certamente il massimo che un regista (Cristina Pezzoli) possa desiderare per restituire sulla scena il vero significato del repertorio eduardiano; ma daltronde la difficoltà è senz’altro dovuta alla mia completa ignoranza delle opere di Eduardo De Filippo. Sono convinta che qualsiasi intervento di traduzione sarebbe stato inutile e soprattutto avrebbe travisato ciò che De Filippo esprime tramite il napoletano, con quella commistione di vari generi teatrali. Ma allora, come si può fare? Certamente uno spettatore, trasportato dalla trama e dalla gestualità, riesce in qualche maniera a capire quel napoletano che fino a poco prima era del tutto incomprensibile. E ciò si è visto dalle frequenti risate di spettatori che in fondo si sono giustamente alzati per applaudire a lungo un così grande successo.
Domande da interrogazione
- Qual è il simbolo della condizione delle donne napoletane negli anni '40?
- Come si sviluppa la relazione tra Filumena e Domenico Soriano?
- Qual è il tema del potere e dell'equilibrio tra i sessi nella storia?
- Quali sono le sfide linguistiche affrontate nella rappresentazione di "Filumena Marturano"?
- Come reagisce il pubblico alla rappresentazione di "Filumena Marturano"?
Filumena Marturano rappresenta la condizione delle donne napoletane alla fine degli anni '40, incarnando caparbietà, tenacia e forza, affrontando una vita difficile con determinazione e senza mai abbandonarsi alla tristezza.
Filumena, dopo venticinque anni di convivenza con Domenico, desidera sposarlo, ma lui è attratto da un'altra donna. Fingendo di essere in punto di morte, Filumena riesce a strappare il matrimonio e, rivelando di avere tre figli, uno dei quali è suo, riesce a conquistare nuovamente l'affetto di Domenico.
La storia mostra un'inversione dei ruoli di genere, con Filumena che esercita il potere su Domenico, il quale, pur cercando di mantenere la sua superiorità, finisce per trovarsi sullo stesso piano della moglie, portando a un equilibrio e a una felicità inaspettata.
La difficoltà principale riscontrata è stata la lingua napoletana, parlata da attori veraci, che, sebbene possa risultare complessa, è essenziale per trasmettere il vero significato del repertorio eduardiano, rendendo la traduzione inadeguata.
Nonostante le difficoltà linguistiche, il pubblico riesce a comprendere la trama e la gestualità, dimostrando il proprio apprezzamento con frequenti risate e lunghi applausi, evidenziando il grande successo dello spettacolo.