Concetti Chiave
- Natalia Ginzburg, scrittrice e critica, debutta nel 1933 con il racconto "bambini" e diventa celebre per opere come "Lessico famigliare" e "La strada che va in città".
- La sua vita è segnata da eventi drammatici, tra cui l'uccisione del marito Leone e l'esperienza della persecuzione razziale durante la Seconda Guerra Mondiale.
- Ginzburg ha vinto premi prestigiosi, tra cui il premio Strega nel 1963 per "Lessico famigliare", che esplora la storia di una famiglia ebraica a Torino.
- Oltre alla narrativa, ha contribuito alla critica letteraria scrivendo articoli per il Corriere della Sera e intervenendo in questioni politiche, come la lettera sul caso Pinelli nel 1971.
- Nel 1983 pubblica "La famiglia Manzoni", un romanzo epistolare che ricostruisce la storia della famiglia di Alessandro Manzoni attraverso documenti e lettere autentiche.
Biografia di Natalia Ginzburg
Natalia Ginzburg nasce il 14 luglio del 1916 a Palermo da un padre di origine ebraica e una madre originaria di Milano.Vive la sua infanzia e la sua adolescenza a Torino frequentando il liceo classico statale Vittorio Alfieri.
Nel 1933 debutta nel campo letterario col suo primo racconto “bambini” pubblicato tramite la rivista “Solaria”.
Nel 1938 sposa Leone Ginzburg da cui prese il cognome per firmare tutte le sue opere.
Nel 1939 nasce il suo primo figlio Carlo e inizia a frequentare il circolo di intellettuali della casa editrice Einaudi di Torino.
Nel 1940 Natalia Ginzburg si sposta col marito in Abruzzo per motivi politico/razziali e nasce il secondo figlio Andrea.
Nel 1942 pubblica il suo primo romanzo “la strada che va in città” sotto il falso nome di Alessandra Tornimparte per poi pubblicarlo di nuovo col suo vero nome nel 1945.
Nel 1943 nasce la sua terza figlia Alessandra.
Nel 1944 dopo la tortura e l’uccisione di suo marito Leone si trasferisce prima a Roma lavorando come impiegata per la casa editrice Einaudi per poi trasferirsi di nuovo a Torino ricongiungendosi con la famiglia.
Nel 1947 pubblica il suo romanzo “è stato così” e vince il premio letterario “tempo”.
Nel 1950 sposa il direttore dell’istituto di cultura italiana a Londra Gabriele Baldini con cui avrà due figli tutti e due con forme di handicap Susanna nel 1954 e Antonio nel 1959.
Nel 1957 pubblica una raccolta di racconti lunghi intitolata “Valentino” con cui vince il premio “Viareggio”.
Nel 1963 pubblica “Lessico famigliare” il romanzo della scrittrice con più successo con cui ottiene il premio “Strega”; in questo periodo collabora con il Corriere della Sera pubblicando vari articoli critici sulla cinematografia, sulla letteratura e sul teatro (uno di questi è una lettura critica e al femminile del lungometraggio “sussurri e grida” che diventa presto un punto di riferimento per la critica bergmaniana che prende il nome dal regista di fama mondiale Ernst Ingmar Bergman) e ripropone nei suoi romanzi il tema del microcosmo famigliare.
Nel 1969 muore il suo secondo marito e inizia la sua attività politica nel bel mezzo degli anni di piombo, sottoscrive nel 1971 la sua firma alla lettera aperta sull’Espresso sul caso Pinelli”, in cui si denunciano le autorità della questura di Milano.
Nel 1981 Natalia Ginzburg viene eletta senatrice a nome del Partito Comunista Italiano.
In data 15 marzo 1988 scrive per “L’unità” un articolo chiamato: “quella croce rappresenta tutti”, in cui difende la presenza del crocifisso nelle scuole italiane opponendosi alle contestazioni di quegli anni.
Muore a Roma nel 1991, è sepolta al cimitero del Verano a Roma.
Opere di Natalia Ginzburg
Ecco in generale le opere di Natalia Ginzburg:Cinque romanzi brevi del 1965; Opere uno del 1986; nel 1987: Opere due.
Tra i romanzi scrisse: nel 1942 La strada che va in città; nel 1947 è stato così; nel 1963 Lessico famigliare; nel 1973 Caro Michele; nel 1983 La famiglia Manzoni.
Tra i saggi e le memorie nel 1962 scrisse Le piccole virtù e nel 1990 Serena Cruz o la vera giustizia.
Tra le opere teatrali nel 1966 scrisse Ti ho sposato per allegria e nel 1971 Il paese di mare e altre commedie.
Infine tra le traduzioni si ricordano nel 1946 La strada di Swann (Marcel Proust) e nel 1983 La signora Bovary (Gustave Flaubert)
Lessico famigliare
Lessico famigliare è il più famoso romanzo della scrittrice Natalia Ginzburg con cui ha vinto il premio Strega e che è stato tradotto in varie lingue, tra cui l’ebraico, il coreano e il giapponese.Trama: il romanzo racconta la storia di una famiglia ebraica e antifascista, i Levi, vissuta a Torino fra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta.
Il libro trae ispirazione dai ricordi e dalle esperienze vissute della famiglia della scrittrice Natalia Ginzburg unendo il suo passato e la sua immaginazione e ripercorre le vicende della seconda guerra mondiale e della resistenza partigiana in nord Italia.Personaggi di Lessico famigliare
Natalia è la protagonista e narratrice del libro, ma non parla molto di se stessa se non alla fine. Ripercorre la storia della sua vita prima a Torino nel periodo del primo dopoguerra e dopo con le leggi razziali quando si trasferisce in Abruzzo con il marito Leone che verrà ucciso nel carcere romano di Regina Coeli; racconta anche la sua nuova vita con Gabriele Alfieri dal 1950.Giuseppe o Beppino è il padre di Natalia, scienziato di origini triestine, è molto irascibile e severo con i figli.
Lidia, madre di Natalia, accorre in aiuto quando Giuseppe si altera con i suoi figli.
Gino, Mario e Alberto che sono i fratelli di Natalia. Gino è il più studioso e Alberto il più svogliato.
Paola è la sorella maggiore di Natalia e ha preso dalla madre Lidia gli stessi gusti.
Natalina è la governante della casa e una sua caratteristica è quella di sbagliare sempre i pronomi personali.

Il lavoro di ricerca su La famiglia Manzoni
Nel romanzo “La famiglia Manzoni” che Natalia Ginzburg scrisse nel 1983, viene presentata una biografia della famiglia di Alessandro Manzoni. Utilizzando diari, lettere e scritti autentici, l’autrice ricostruisce le vicende della famiglia. In particolare nel testo, scritto come un romanzo epistolare, emerge la figura dell’autore de “I Promessi Sposi” come di un padre negativo. Tuttavia, la figura di Manzoni, protagonista del libro, non è esaltata, ma è presentata come il fil rouge che tiene insieme la famiglia e gli altri personaggi, attraverso cui appunto l’autore emerge: “Non volevo che egli avesse piú spazio degli altri; volevo che fosse visto di profilo e di scorcio, e mescolato in mezzo agli altri, confuso nel polverio della vita giornaliera. E tuttavia egli domina la scena; è il capo-famiglia; e gli altri certo non hanno la sua grandezza. E d'altronde egli appare più degli altri strano, tortuoso, complesso” Così scrisse l’autrice dichiarando le sue intenzioni. E così veniamo a conoscenza della famiglia attraverso vari personaggi che man mano compaiono, come Giulia Beccaria, la madre di Manzoni, alla quale la Ginzburg dedica il primo capitolo. O come quelli dedicati ai figli, tra cui anche Stefano Stampa.Nello scrivere il romanzo, affinché l’opera fosse anche una testimonianza autentica e biografica sulla famiglia Manzoni, la Ginzburg consultò, oltre ai documenti e diari, anche diversi studiosi: “Avevo delle lettere e dei libri. Non volevo esprimere commenti, ma limitarmi a una nuda e semplice successione dei fatti. Volevo che i fatti parlassero da sé. Volevo che le lettere accorate o fredde, cerimoniose o schiette, palesemente menzognere o indubitabilmente sincere, parlassero da sé. Pure alcuni commenti mi è sembrato via via impossibile non esprimerli. Sono quanto mai rari e brevi.” Il suo testo quindi, è frutto di un’attenta ricerca e documentazione, e la sua intenzione nello scriverlo fu quella di “ricostruire e ricomporre per disteso la storia della famiglia Manzoni, attraverso le lettere e le cose che se ne sanno. È una storia che esiste sparpagliata in diversi libri, per lo più introvabili dai librai. [...] Non avevo mai scritto un libro di questo genere, dove occorrevano altri libri, e documenti. Avevo scritto romanzi nati dall’invenzione o da ricordi miei, e dove non mi occorreva nulla e nessuno.”
Progetto Alternanza Scuola Lavoro.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza di "Lessico famigliare" nella carriera di Natalia Ginzburg?
- Quali eventi significativi hanno segnato la vita di Natalia Ginzburg?
- Come si è sviluppata la carriera letteraria di Natalia Ginzburg?
- Quali sono i temi principali delle opere di Natalia Ginzburg?
- In che modo Natalia Ginzburg ha contribuito alla critica letteraria?
"Lessico famigliare" è il romanzo più famoso di Natalia Ginzburg, con cui ha vinto il premio Strega. Racconta la storia della sua famiglia ebraica e antifascista, unendo esperienze personali e immaginazione, e affronta temi come la seconda guerra mondiale e la resistenza partigiana in Italia.
La vita di Natalia Ginzburg è segnata da eventi drammatici, come la tortura e l'omicidio del marito Leone nel 1944, e la sua successiva attività politica, che include la firma di una lettera aperta sul caso Pinelli e l'elezione a senatrice nel 1981.
Natalia Ginzburg debutta nel 1933 con il racconto "bambini" e pubblica il suo primo romanzo nel 1942. La sua carriera si evolve con opere significative come "è stato così" e "Caro Michele", fino a raggiungere il successo con "Lessico famigliare" nel 1963.
Le opere di Natalia Ginzburg esplorano temi come il microcosmo familiare, le esperienze di vita durante il fascismo e la guerra, e le dinamiche relazionali all'interno delle famiglie, come evidenziato in "Lessico famigliare" e "La famiglia Manzoni".
Oltre alla narrativa, Natalia Ginzburg ha scritto articoli critici per il Corriere della Sera, affrontando temi di cinematografia, letteratura e teatro, e ha influenzato la critica bergmaniana con le sue letture critiche, dimostrando un impegno attivo nel dibattito culturale.