Concetti Chiave
- Il progetto mantiene un forte legame con la tradizione architettonica milanese, utilizzando logge, telai sottili e materiali differenziati per conferire domesticità agli edifici.
- La disposizione degli edifici segue uno schema aperto e permeabile, promuovendo la creazione di percorsi interni accessibili a tutti, in contrasto con la tradizione delle cortine chiuse.
- Il parco di 70.000 metri quadrati funge da cerniera tra gli spazi urbani, proteggendo dall'inquinamento acustico e offrendo aree per il gioco e punti di vista unici sulla città.
- La piazza centrale dedicata a Gino Valle è progettata come uno spazio multifunzionale, ospitando uffici, servizi e aree commerciali, rendendola un luogo di soggiorno e interazione.
- Il bassorilievo di Emilio Esgrò nella piazza aggiunge un elemento artistico significativo, creando un contrasto visivo con l'architettura circostante e valorizzando il contesto urbano.
Legame con la tradizione architettonica
Il legame con la tradizione dei maestri dell’architettura milanese è mantenuto grazie all’adozione di logge, telai sottili, l’uso differenziato dei materiali e lo studio della tipologia della torre e dell’edificio abballatoio, conferendo un alto grado di domesticità all’intero intervento. La disposizione degli edifici sceglie uno schema aperto e permeabile, in cui viene meno la tradizione della cortina chiusa che segue il filo stradale, cioè infatti il desiderio di apertura e di creazione di percorsi interni per chiunque, non solo gli abitanti. Zucchi rivolge i fronti chiusi, verso viale Serra a forte scorrimento per proteggere dall’inquinamento acustico, rispettando il filo stradale anche su viale Traviano. Le torri ruotate creano un giardino interno, ma è interessante perché questa disposizione spaziale con molti percorsi interni e aree pedonali è un segnale di riconfigurazione della città verso modelli di apertura e di vivibilità urbana.
Il parco e la sua funzione
Il parco copre una superfice di 70.000 metri quadrati e appare come un giardino artificiale, alzato di 3 metri rispetto al livello stradale e per mezzo di un sistema di rilievi raggiunge i 20 metri di altezza per proteggere l’area dal traffico della circonvallazione. L’accumulo di terra è dovuto anche alla necessità di smaltire parte dei detriti degli scavi di fondazione, il parco rappresenta una sorta di cerniera, accogliendo anche un asilo progettato dall’architetto Canali e campi da gioco, tutti i rilievi sono percorribili come se fosse un gioco per raggiungere insoliti punti di vista sulla città.
Il giardino dei ciliegi e il masterplan
La parte del giardino dei ciliegi costituisce l’unico spazio dove si può soggiornare e fermare e comunque è un altro polmone verde della città e che rende gradevole la visione sul nuovo complesso e sul vecchio complesso di case. Il masterplan partiva dal complesso per il terziario, con tre edifici ed una piazza centrale dedicata a Gino Valle, questo spazio pubblico ed il movimento pedonale hanno dato forma a questo progetto, che si articola appunto su una piazza inclinata che si apre di fronte al primo edificio della fiera milanese, il progetto parte quindi da questo timpano per poi definire questi tre enormi complessi funzionanti per il terziario.
La piazza e la sua struttura
La piazza è composta da un ampio basamento la cui superficie sale con una pendenza del 5% e va a collegarsi con la passerella che va verso l’altra area di Portello, ha oltre agli uffici parcheggi, servizi, spazi commerciali ed un ristorante. L’intenzione è quella che non sia una semplice piazza di passaggio, ma anche per soggiornare attraverso questa struttura flessibile di servizio per tutti gli spazi, anche residenziali attraverso le torri. La scelta di questa forma triangolare è giustificata dallo studio Valle come una soluzione che vuole essere un profilo ascendete e discendente sovrapponendo viste variabili, obiettivo difficile per posizione isolata degli edifici. I progettisti le indicano come tra “montagne urbane che segnano il profilo del Portello”, alla piazza è stato anche aggiunto un bassorilievo di Emilio Esgrò “Grande Cancellatura per Giovanni Testori”, imponente installazione che nasce dall’elaborazione di un brano di Testori “Il ponte della Ghisolfa”. Oggi, rimane una piazza metafisica che contrasta con il centro commerciale e le strade che la circondano, invece spesso affollate.
Domande da interrogazione
- Qual è il legame tra il nuovo intervento architettonico e la tradizione milanese?
- Qual è la funzione del parco all'interno del progetto?
- In che modo il giardino dei ciliegi contribuisce alla vivibilità urbana?
- Qual è la struttura e l'intento della piazza nel progetto?
- Come si caratterizza la forma della piazza e quale significato ha?
Il nuovo intervento mantiene il legame con la tradizione architettonica milanese attraverso l'uso di logge, telai sottili e una disposizione aperta degli edifici, favorendo percorsi interni accessibili a tutti, come evidenziato nel testo.
Il parco, con una superficie di 70.000 metri quadrati, funge da cerniera tra gli edifici e il traffico, offrendo spazi per giochi e un asilo, e presenta rilievi percorribili che offrono punti di vista unici sulla città.
Il giardino dei ciliegi rappresenta un polmone verde dove è possibile sostare, migliorando la qualità visiva del nuovo complesso e creando un'area di relax per i cittadini, come descritto nel testo.
La piazza, con un basamento inclinato e una superficie del 5%, è progettata per essere uno spazio di soggiorno e non solo di passaggio, integrando uffici, servizi e spazi commerciali, come indicato nel testo.
La forma triangolare della piazza, studiata da Valle, rappresenta un profilo ascendente e discendente, creando viste variabili e simboleggiando "montagne urbane", come descritto nel testo, contrastando con l'ambiente circostante.