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Il piano regolatore comunale da piano di espansione a piano di rinnovo urbano

Che cos’è oggi e a cosa serve un “piano regolatore comunale”?
Un piano regolatore deve precisare come si può e si deve trasformare il territorio di un comune.
1. In una prima fase (fine guerra-metà anni ’70), periodo di espansione della città, il piano tentava essenzialmente di canalizzare la crescita edilizia attribuendo una forma coerente all’espansione attraverso principalmente mediante due strumenti:
• La classificazione del suolo in zone.
• I tracciati stradali.
2. In una seconda fase (metà degli anni ’70) il rallentamento dello sviluppo demografico ed edilizio e i nuovi problemi creati dalla crescita affrettata dalla fase precedente spostano gli obiettivi del piano dal controllo della crescita edilizia alla riqualificazione delle strutture esistenti. In questo tipo di piani si inverte il rapporto tra le aree di espansione ed aree edificate che caratterizza i precedenti piani

Perché i piani regolatori restano spesso sulla carta e non riescono a guidare le trasformazioni della città?
Perché un piano deve essere attuato e questa necessità si scontra con due gruppi di problemi:
• Rapporto tra il piano ed il mercato edilizio: il problema maggiore è sempre il rapporto tra interessi privati e pubblici nel mercato edilizio, il problema principale quindi del piano è quello di massimizzare i benefici per la collettività e minimizzare gli inconvenienti per i privati. Questo equilibrio spesso non viene raggiunto e quindi gli interessi fondiari privati finiscono per condizionare e rallentare l’attuazione del piano proprio là dove la sua attuazione è più utile per la collettività.
• La gestione e la crisi decisionale: gli obiettivi del piano presuppongono un’amministrazione pubblica attiva, efficiente ed economicamente autonoma, capace di perseguire con costanza e coerenza le scelte del piano. Spesso accade invece che il piano venga gestito da persone che non ne condividono l’impostazione, inoltre vanno tenute presenti le croniche difficoltà finanziare degli enti locali. Infine il piano regolatore è continuamente soggetto a variazioni per venire incontro agli interessi dei gruppi sociali più potenti e organizzati.

Com’è strutturato e come si legge un piano di rinnovo urbano?
Poiché i piani di rinnovo urbano sono esperienze relativamente recenti, prevale ancora l’abitudine di leggere un piano come immagine di crescita della città. Bisogna servirsi di vari parametri ma questi obiettivi non sono tutti rappresentabili graficamente, e per quelli che lo sono si presenta il problema di una rappresentazione diversa da quella tradizionale. I 4 regolati che solitamente compongono il piano sono attualmente molto complessi:

1. Le analisi preliminari sono divenute la sezione preponderante dei materiali del piano che approfondisce la lettura dell’ambiente fisico. Lo scopo è quello di individuare le capacità di trasformazione dell’ambiente e avanzare proposte di modifica.
2. Le planimetrie del progetto presentano un insieme di previsioni maggiormente definite e attente al contesto. Per quanto riguarda l’edilizia esistente si propongono interventi graduati a partire dalla natura degli edifici, ma basati sostanzialmente su criteri di riqualificazione dell’insieme. Per quanto riguarda le espansioni previste, si cerca di sostituire all’edificazione di grandi edifici isolati un’edificazione omogenea e compatta in cui il disegno degli edifici è coordinato con quello degli spazi inedificati, allo scopo di ricreare un’immagine urbana chiara.
3. Le norme di attuazione sono le regole scritte che precisano le modalità di attuazione del piano; l’accresciuto carico delle disposizioni legislative e normative di carattere generale assieme ai contenuti più accurati comporta una spinta articolazione e l’estensione a problemi prima non considerati.
4. Le relazioni esplicative sono divenute un insieme di testi molto vari, dovendo accompagnare le analisi preliminari ed i numerosi aspetti del progetto e delle norme.


Il piano strutturale 2003

Negli anni ’90 la legislazione urbanistica si è andata ulteriormente articolando, sono intervenute leggi differenziate da regione a regione. Il piano strutturale ha il compito di disegnare una strategia di lungo termine e le principali regole generali di trasformazione e di tutela del territorio, deve essere approvato dalla regione e dalla provincia e deve tener conto del Piano territoriale di coordinamento della provincia. La legge introduce molte novità importanti con il piano strutturale. Il regolamento urbanistico può essere elaborato solo dopo l’approvazione del Piano strutturale e contiene le previsioni di dettaglio che consentono gli interventi edilizi. Viene approvato dal solo Consiglio Comunale, con evidente guadagno nei tempi rispetto al passato.

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