PRINCIPI DI ARCHITETTURA SOSTENIBILE


Quando si parla di architettura sostenibile si pensa alla sostenibilità ambientale, ma non bisogna trascurare quella economica e sociale. C’è una scultura di Mojoko e E. Foenander, “No One can Save us now”, rappresentante Superman che si scioglie, si scioglie per il riscaldamento globale e gli uomini non possono essere più salvati. Sviluppo sostenibile significa soddisfare i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere le possibilità per le generazioni future di soddisfare i propri bisogni, quindi sostenibilità ambientale significa evitare che l’ecosistema subisca trasformazioni irreversibili per effetto dell’azione umana; con sostenibilità economica si intende utilizzare risorse rinnovabili.
Con l’accordo di Kyoto del 1997 i firmatari si impegnarono a ridurre le emissioni complessive di gas serra tra il 2008-2012, rispetto a quelle del 1990, di almeno il 5,2%. In aggiunta agli obbiettivi dell’accordo di Kyoto, l’Unione Europea si è prefissata l’obbiettivo di ridurre del 20% le emissioni dei gas serra entro il 2020, e un miglioramento dell’efficienza dei progetti energetici del 20%. Se i gas serra aumentano, essi intrappolano più del 70% di radiazione infrarossa, riflettendo quindi nuovamente il calore sulla terra, gli oceani si scaldano e aumenta il vapore acqueo, i ghiacciai si sciolgono. I gas serra più abbondanti sono l’anidride carbonica, il metano, il nerofumo e tanti altri. Le fonti energetiche rinnovabili (FER) forniscono nel mondo circa il 17% di energia, e la segreteria generale UN vorrebbe per il 2030 raddoppiare questa cifra.
Sostenibilità in architettura significa sviluppo di un processo edilizio, controllato e strutturato attraverso l’integrazione di saperi diversi, tale da fornire un “prodotto” in grado di soddisfare le esigenze dell’utente con il minimo impiego di risorse naturali, sia in fase di costruzione che in fase di esercizio, e con un significativo contenimento degli impatti ambientali.
• ARCHITETTURA BIOCLIMATICA: usa gli elementi naturali del sito (il sole, il vento, l'acqua, il terreno e la vegetazione) per realizzare edifici termicamente efficienti in grado di soddisfare i requisiti di comfort termico, indipendentemente dall'uso di impianti di climatizzazione.
• BIOARCHITETTURA: l'insieme delle discipline che presuppongono un atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti dell'ecosistema. In una visione caratterizzata dalla più ampia interdisciplinarità e da un utilizzo parsimonioso delle risorse, tende a integrare le attività dell'uomo alle preesistenze ambientali ed ai fenomeni naturali, al fine di realizzare un miglioramento della qualità della vita attuale e futura (INBAR)
• ARCHITETTURA SOSTENIBILE (detta anche green building, bioarchitettura o architettura bioecologica): progetta e costruisce edifici in grado di limitare gli impatti nell'ambiente. E’ un approccio culturale al progetto che fa riferimento alla Bau-biologie che si è sviluppata includendo i principi ecologici e il concetto di sviluppo sostenibile.
Vediamo che in percentuale l’Italia è al primo posto tra i paesi europei per le emissioni di CO2 totali all’anno imputabili alle case. L’Italia viene divisa in 6 zone climatiche:

La prestazione energetica complessiva dell’edificio è espressa attraverso l’indice di prestazione energetica globale EP. EP = EPi + EPacs + EPe + EPill
• EPi: è l’indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale;
• EPacs: l’indice di prestazione energetica per la produzione dell’acqua calda sanitaria;
• Epe: l’indice di prestazione energetica per la climatizzazione estiva;
• EPill: l’indice di prestazione energetica per l’illuminazione artificiale.
Nel caso di edifici residenziali tutti gli indici sono espressi in kWh/mq/anno. Nel caso di altri edifici (residenze collettive, terziario, industria) tutti gli indici sono espressi in kWh/mc/anno (solo per questa tipologia di edifici è inoltre obbligatoria la determinazione dell’indice di prestazione energetica per l’illuminazione). L’indice di prestazione energetica complessiva dell’edificio (EP) determina la classe
energetica dell’edificio, ovvero l’etichetta di efficienza energetica attribuita all’edificio.

Le classi partono dalla lettera A+ (casa passiva a consumo zero) e arrivano alla lettera G: la classe A indica un consumo molto basso, mentre la classe G un consumo molto alto.
Come diminuire il peso dell’edilizia sull’ambiente?
- orientamento
- illuminazione naturale
- ventilazione naturale
- correzione dei ponti termici
- isolamento
- superfici vetrate o serre rivolte a sud (con vetri a bassa emissione ovvero materiali trasparenti innovativi per "selezionare" la radiazione solare)
- camini solari per aumentare la ventilazione naturale
- impianti ecoefficienti (geotermia, FV, collettori solari, ecc.)
- tetti giardino
-materiali riciclati e a basso impatto
L’energia solare in architettura si distingue tra:
• Attiva, si riferisce alle applicazioni nell’energia termosolare e fotovoltaica (collettore solare, sistemi di immagazzinamento calore, circolazione mediante pompe o ventole)..
• Passiva è utilizzata senza ausilio motorizzato (sistemi a guadagno diretto, semidiretto con la serra, indiretto come il muro ad accumulo, muro di trombe..)

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