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Architettura funzionale e architettura organica

La ricostruzione dell’Europa dopo la conclusione della Prima guerra mondiale determinò una forte ripresa d’interesse per l’architettura. Sia in Europa sia negli Stati Uniti uno spirito nuovo animò il lavoro degli architetti. La progettazione degli edifici non rimase ancorata ai modelli tradizionali. Ciascun architetto affrontava un nuovo lavoro cercando un prototipo di edificio, ovvero qualcosa di innovativo e nello stesso tempo legato agli scopi a cui era destinato. L’edificio cominciò ad essere concepito come un organismo che avrebbe dovuto collegarsi all’ambiente vivo della natura e della città. Una generazione di giovani architetti interpretò tutto ciò, dando vita al movimento funzionalista che si prefiggeva di rendere più razionale la vita negli edifici: le decorazioni furono abolite, le pareti lasciarono spazio a grandi e luminose vetrate.

L’architettura funzionalista diede origine al cosiddetto stile internazionale e potrebbe essere considerata come il risultato in architettura della lezione cubista. Suo principale interprete fu lo svizzero Charles-Edouard Jeanneret, detto Le Corbusier. Fu definita invece architettura organica la linea progettuale che concepiva lo spazio come organismo che si modificava a seconda delle funzioni, in armonia con l’ambiente che lo circondava. Massimo esponente di questa tendenza è stato l’americano Frank Wright.

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