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Ricorso amministrativo



Il ricorso deve notificare all’amministrazione e anche agli eventuali controinteressati (cioè i soggetti che hanno un interesse contrario in quanto subirebbero un pregiudizio dall’accoglimento della domanda) che non sono comunque obbligati a partecipare al processo.
Sospensione degli effetti del provvedimento impugnato: accordata dal giudice che ritiene che il ricorso possa essere accolto e se si accorge che potrebbe derivare un pericolo dall’esecuzione del provvedimento impugnato.
La sospensione va ad anticipare gli effetti dell’accoglimento del ricorso.

Le parti possono presentare ulteriori atti, come memorie e documenti.
Contro la sentenza che definisce il giudizio possono essere esperiti diversi mezzi di impugnazione:
- l’appello al Consiglio di Stato, che ovviamente può essere proposto solo contro - le sentenze dei tribunali amministrativi regionali
- la revocazione, ammessa in circostanze particolari
- l’opposizione di terzo (da parte di un controinteressato che non ha partecipato al giudizio)
- ricorso per cassazione (per i soli motivi inerenti alla giurisdizione)
Alcune controversie di cui sono parti le p.a. sono risolte dal giudice ordinario, ma sono previsti dei limiti. Al giudice ordinario è sempre negato il potere (che invece è attribuito al giudice amministrativo) di annullare o modificare atti amministrativi