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Principio di ragionevolezza


In conformità al rispetto costituzionale degli elementi di non differenziazione evocati dal primo comma dell’articolo 3, è fondamentale tenere conto delle deroghe direttamente preposte dalla carta costituzionale, fra le quali sono annoverati, ad esempio, gli artt. 7 e 8, che consentono di differenziare il regime dei rapporti fra lo Stato e le diverse confessioni religiose; quelle disposizioni che prevedono una speciale tutela nei confronti della madre lavoratrice (art. 37), estesa dalla Corte costituzionale anche al padre (sent. 385/2005), e nei confronti degli inabili e dei minorati (art. 38).
Sulla base del concetto giuridico di uguaglianza, inoltre, si è eguali o diversi rispetto a qualcun altro, in rapporto a questo o quel parametro di misura. Questo significa che il giudizio di costituzionalità diretto ad accertare la violazione del principio di eguaglianza deve sempre avere carattere triangolare, ossia poggiare su tre elementi:
a) la norma impugnata per violazione del principio di eguaglianza (norma oggetto);
b) la norma parametro, cioè l’articolo 3 della Costituzione;
c) la norma che fa da termine di paragone (tertium comparationis).
La Corte dichiara legittima la questione di costituzionalità se ritiene che non sussista nessuna ragione per distinguere la situazione disciplinata dalla norma oggetto di impugnazione (in questo caso, infatti, la violazione del principio di uguaglianza è ingiustificata); se, al contrario, la Corte individua nell’ordinamento una ragione che giustifichi il diverso trattamento, la violazione del principio di eguaglianza è esclusa.
Il principio di eguaglianza in senso formale, dunque, non significa che tutti devono essere trattati allo stesso modo dalla legge, ma più propria-mente che la legge deve trattare in modo eguale situazioni ragionevolmente eguali e in modo diverso situazioni ragionevolmente diverse. Il principio di uguaglianza è definito «ragionevole» proprio perché è il criterio in funzione del quale ogni parificazione o distinzione di trattamento deve essere razionalmente giustificata: le ragioni giustificative possono essere tratte dalle caratteristiche delle situazioni raffrontate, dal tipo di rapporto intercorrente fra le due norme, dall’esistenza di un interesse o un valore costituzionale che deve essere garantito.
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