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La persona giuridica (pubblica o privata) è un complesso di beni e/o persone fisiche alla quale l’ordinamento giuridico riconosce possibilità di essere titolare di diritti e doveri. La persona giuridica è quindi un soggetto del diritto, così come lo sono le persone fisiche. Queste ultime possiedono capacità giuridica (possibilità di essere titolari di diritti e di obblighi) già a partire dalla nascita e raggiunta la maggiore età acquistano anche capacità di agire (possibilità di compiere azioni, alle quali si collegano effetti giuridici). Le persone giuridiche possiedono anche esse queste due capacità, ma esercitano la capacità di agire soltanto tramite persone fisiche, cioè sono titolari di un organo.
Quindi un organo è una parte della stessa persona giuridica, che ha come compito l’esercitare i poteri giuridici ad essa attribuiti (per esempio il sindaco è un organo della persona giuridica comune).
Esiste tra persona giuridica e organo un rapporto di immedesimazione: tutto ciò che viene compiuto dall’organo, anche se in violazione dei propri compiti, è sempre un’azione della persona giuridica, che ne è responsabile.

Esistono anche gli uffici (più precisamente “meri uffici”), cioè degli apparati che operano per l’ente senza esercitare poteri giuridici.
Ogni organo possiede una competenza, cioè un insieme di compiti e funzioni che gli appartengono. Per questo motivo ogni persona giuridica è solitamente composta da più organi, che tra loro si rapportano in modi diversi:
1. Rapporto di indipendenza: ogni organo ha la sua competenza, con compiti differenti da quelli degli altri.
2. Rapporto di gererchia: le competenze sono le stesse, ma esistono organi di grado superiore che possono impartire ordini a organi di grado inferiore, nonché procedere al controllo dei loro atti con potere di annullamento, revoca e modifica. Possono anche sostituirsi ad essi oppure assumere su di sé i loro poteri (avocazione). È un rapporto che vale solo per la pubblica amministrazione.
3. Rapporto di direzione: è sempre un rapporto di sovraordinazione (es. ministro – dirigenti), ma che si esprime in forma meno intensa. L’organo superiore agisce per direttive, cioè atti che indicano in termini di massima i fini da raggiungere e i mezzi da utilizzare, lasciando poi autonomia agli organi inferiori. A volte può anche possedere il potere di nomina e revoca (Ministro interno – prefetti).

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