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Nozione giuridica di patria e Stato


Per patria si intende l’identità comune a cui fa riferimento il cittadino per indicare l’appartenenza alla comunità nazionale con cui si identifica: ogni cittadino ha il dovere di difesa della patria, considerata unica e indivisibile e rappresentata da una bandiera nazionale.
Bisogna inoltre distinguere il concetto di etnia da quello di razza: il primo pone in evidenza la preminenza di un’etnia sulle altre; il secondo, invece, indica una comunità caratterizzata da particolari dati biologici.
Il cosiddetto «problema razziale» esiste anche in ordinamenti che si siano in seguito adoperati per l’abolizione delle discriminazioni: è il caso degli USA, la cui dichiarazione di indipendenza (pur considerando gli uomini tuti uguali) distingueva tra «free persons», «indians» e «other persons» (gli schiavi). Solo in seguito alla guerra civile vennero emanati alcuni emendamenti al fine di porre rimedio alla disuguaglianza fra le razze: il tredicesimo emendamento, ad esempio, aboliva la schiavitù; il quattordicesimo definiva cittadini degli USA tutti i suoi abitanti, cancellando la distinzione tra «free e other persons»; il quindicesimo, infine, impediva di limitare il diritto di voto sulla base di distinzioni razziali.
Il concetto di popolo non coincide infine con quello di classe sociale, intesa come comunità legata da comuni concezioni dei rapporti economici e politici.
Lo stato è considerato un’istituzione «territoriale» perché esercita un controllo sul popolo che in esso è stanziato.
Lo stato è anche considerato un’istituzione sovrana: dal punto di vista giuridico, lo stato è inteso come ente in grado di autogiustificarsi e, quindi, non dipendente o derivato da un altro ente (originarietà).
In sintesi, dunque, le caratteristiche preminenti di patria e stato devono tener conto, contestualmente, della definizione propria di stato e di quello di patria.
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