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Economie moderne tra crescita e crisi

I sistemi economici possono funzionare riproducendosi, anno per anno, uguali a se stessi. In ogni singolo anno vengono prodotti i mezzi di sussistenza per la popolazione, i materiali e i mezzi di produzione necessari per i processi dell'anno successivo. È così che ha funzionato la maggior parte delle civiltà passate, in una situazione stazionaria, di pura riproduzione. Ma un sistema economico può anche innescare un processo di crescita. Quando possiamo dire che un'economia 'cresce"? La crescita di un sistema economico consiste nell'incremento sostenuto, nel periodo lungo, del volume della produzione, dei mezzi e dei fattori della produzione.
Quali sono le fonti, le ragioni della possibile crescita economica? Possiamo, almeno in astratto, distinguere due modalità di crescita:
1. si ha una crescita quantitativa quando utilizziamo più uomini, più aratri, più terreni, più sementi e i raccolti aumentano: una maggior disponibilità di risorse permette un aumento della capacità produttiva; 2. la crescita quantitativa non modifica comunque le condizioni di fondo della vita di una società: una popolazione raddoppiata che raddoppia i propri raccolti continua ad avere a disposizione la medesima quantità di pane a testa. Le cose cambiano solo se è possibile aumentare la produttività del sistema, se cioè con la medesima quantità di risorse è possibile ottenere una maggior quantità di prodotto. Questo tipo di crescita è detta qualitativa e dipende necessariamente dall'introduzione di una qualche innovazione nel modo di produrre.
Diverso è il concetto di sviluppo. Lo sviluppo si riferisce all'insieme delle trasformazioni tecniche, culturali e istituzionali che permettono un processo di crescita irreversibile. La crisi invece designa una situazione negativa, cioè un rallentamento o un arresto nella crescita economica.
Lo sviluppo economico è diventato un tratto distintivo delle società moderne, ma non ha eliminato il problema delle crisi. Uno dei nodi su cui si discute da tempo nella scienza economica è allora di capire perché si manifestano situazioni problematiche e quale ruolo debba assumere lo Stato di fronte a esse. Alcuni economisti ritengono che lo Stato debba assumere un ruolo attivo, intervenendo con politiche economiche per orientare gli operatori e contrastare gli effetti negativi presenti nel sistema. Un'altra schiera di economisti si caratterizza invece per la centralità assegnata al mercato e alla concorrenza nel favorire la risoluzione delle crisi.
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