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I diritti dei lavoratori

Il lavoro è importantissimo sia nella nostra vita, ma anche della società di appartenenza. La Costituzione esprime nell'art. 1 ‘’L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.’’
Il lavoro è meritevole di garanzia giuridica. Nelle economie il lavoro è controllato sotto la vigilanza di un datore di lavoro.
Esiste una legge in cui vige la parità tra i sessi nel lavoro, emessa nell'art. 37, che stabilisce l’uguaglianza fra maschi e femmine e la posizione della mamma in ambito lavorativo: ‘’La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retri-buzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.’’ Difatti questa legge in vigore al giorno d’oggi annuncia nel momento in cui una donna è incinta, il prolungamento del lavoro è obbligato per cinque mesi e inizi a lavorare un mese prima della nascita del bimbo. Nei prossimi otto anni dalla nascita, invece, tutti e due i genitori possano trattenersi dal lavoro massimo dieci mesi, solo non appena i bisogni sanitari ed educativi lo richiedono con assoluta necessità.
Il minorenne è tutelato nell’istante in cui fa parte dell’ ambito lavorativo. La norma in vigore al giorno d’oggi dice che è severamente vietato svolgere lavoro per i minori di sedici anni.
L'art. 38 della Costituzione stabilisce che lo Stato deve provvedere ad un insieme di assistenza e precauzione per i cittadini in circostanze di malattia, disgrazia, invalidità e vecchiaia. L'assistenza sociale provvede a tutti gli interventi in appoggio ad ogni cittadino che non sia in grado di lavorare e si trovi a chiedere assistenza.
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