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Costituzione


La Costituzione Italiana è una Costituzione democratica, rigida e lunga.
Vediamo il significato di queste caratteristiche.
È democratica in quanto, come abbiamo detto, essa è stata votata da un’Assemblea costituente, a sua volta eletta dai cittadini. Al contrario, la precedente costituzione, cioè lo Statuto albertino, era stata “concessa” da Carlo Alberto al popolo.
È rigida in quanto non può essere modificata per mezzo di una legge ordinaria, ma richiede procedure più complesse e maggioranze più ampie. La rigidità ci indica dunque che la Costituzione è fatta per durare a lungo nel tempo. Lo Statuto albertino era invece una costituzione flessibile e fu pertanto modificata più volte durante il fascismo fino a perdere i suoi contenuti originari.
Infine, la nostra Costituzione è lunga, in quanto non si limita a disciplinare l’organizzazione dello Stato e i diritti fondamentali dei cittadini, ma detta numerose norme che riguardano i compiti dello Stato e i rapporti sociali ed economici (per esempio, il diritto allo studio, il diritto alla salute, l’ambiente, i diritti dei lavoratori).


I primi dodici articoli stabiliscono le regole relative allo Stato in quanto tale, e cioè il suo carattere repubblicano e democratico, e fissano i rapporti tra lo Stato e i singoli, con il riconoscimento dei diritti inviolabili e dell’uguaglianza tra gli uomini. Infine, sanciscono i principi più importanti che riguardano i rapporti tra lo Stato e gli altri ordinamenti, in particolare con la Chiesa cattolica e le altre confessioni religiose, e con l’ordinamento internazionale.
La Parte prima della Costituzione è divisa in quattro Titoli che trattano delle posizioni soggettive, dapprima considerando le persone in quanto tali e poi allargando la prospettiva alle diverse strutture in cui esse sono inserite, dalla famiglia, alla scuola, all’organizzazione economica e a quella politica. La materia costituzionale è strutturata come una piramide rovesciata: in basso la persona umana – base e fondamento di tutto l’edificio – e in alto le organizzazioni via via più vaste, fino a quella statale, disciplinata poi nella Parte seconda della Costituzione.
La Parte seconda è intitolata Ordinamento della Repubblica (artt. 55-139) e contiene le regole sull’organizzazione dello Stato. Con la riforma del Titolo V concernente le Regioni, i Comuni e le Province, sono stati abrogati – senza essere sostituiti – gli artt. 115, 124, 128, 129 e 130 del testo costituzionale anteriore. Pertanto, sebbene la numerazione indichi in 139 gli articoli della Costituzione, ciò non corrisponde più al testo attuale che comprende solo 134 articoli. In coda alla Costituzione sono state collocate 18 Disposizioni transitorie e finali. Le norme transitorie sono quelle che prevedono vari adempimenti richiesti per “saldare” l’ordinamento precedente con il nuovo. Tali norme, una volta attuata la Costituzione, hanno perso la loro ragion d’essere. Le disposizioni finali contengono invece norme che fanno eccezione ai generali diritti civili e politici, dettate per la particolare situazione storica dell’Italia, al termine del ventennio fascista e alla fine del periodo monarchico (per es. il divieto di riorganizzazione del partito fascista, l’abolizione dei titoli nobiliari ecc.).
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