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Purgatorio, Canto I

Riassunto

Quattro stelle, simbolo delle quattro virtù cardinali (prudenza, giustizia, fortezza, temperanza) illuminano l'emisfero antartico e risplendono sul volto di un onesto vegliardo che accoglie Virgilio e Dante.
È Marco Porcio Catone detto l'Uticense, l'accanito difensore della libertà, che si uccise ad Utica per non sopravvivere alla morte delle libere istituzioni repubblicane: Dante lo pone qui, all'inizio del Purgatorio, esempio per tutte le anime avviate alla grazia e alla beatitudine, alla conquista cioè della compiuta libertà spirituale, di quella libertà che può richiedere perfino il sacrificio della vita.
Catone accoglie nel Purgatorio il pellegrino vivente in obbedienza alla volontà soprannaturale a lui rivelata da Virgilio, il quale prima di iniziare la salita della montagna dovrà cingere il discepolo con un giunco liscio, simbolo dell'umiltà, e lavargli il viso per cancellarvi le impronte della caligine infernale.

Il cielo va sempre più rischiarando : alla prima luce dell'alba si delinea in lontananza, come un tremito dell'orizzonte, il movimento del mare.
I poeti camminano verso la marina per la pianura solitaria; giunti sulla riva del mare Virgilio deterge con la rugiada dal volto di Dante la fuliggine del peccato e coglie un giunco che, meraviglia a vedersi, rinasce immediatamente eguale nel medesimo punto dove è stato colto: il prodigio è simbolo dell'umiltà che persuade i cuori alla perfetta obbedienza.

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