Tramontato il sole, due Angeli vengono dal cielo a guardia della valletta per respingere le insidie del serpente. I due angeli avevano due spade infuocate e senza punte, questo a significare che se la giustizia di Dio è terribile è anche misericordiosa, avevano le vesti verdi come figlie appena nate (simbolo della speranza). Dante poteva guardare bene i capelli biondi ma non l'occhio poteva fissarsi sulla loro faccia luminosa, perché la sua virtù non è ancora così forte da poter reggere una tale luce. Incontra Nino Visconti, giudice di Gallura in Sardegna ed egli è felice di non averlo trovato nell'inferno. Mentre Dante spiega a Nino il motivo per il quale si trova nel Purgatorio da vivo, Sordello indietreggiò perché ancora non si era accorto che Dante era vivo. Questo chiama anche Corrado Malaspina che si trovava li vicino per far osservare la volontà divina. Nino ricomincia a parlare e chiede a Giovanna (unica figlia) di pregare per lui perché ascolta le preghiere degli innocenti. Parla della moglie, che dopo la sua morte si risposò. Dante intanto guarda nel cielo tra stelle che sarebbero le tre virtù teologali che sostituiscono quelle cardinali col venir della notte, regno delle tentazioni.

Sordello ora indica il serpente che striscia tra l'erba, lo stesso che diede ad Eva il cibo amaro, ma quando arrivarono i due angeli con le ali, il serpente scappò. Corrado Malaspina augura a Dante di riuscire a salire al cielo. Dante parla della fama dei Malaspina e dei suoi territori, insomma parla bene di essi ma solo per sentito dire, ma Corrado gli dice che si convincerà della verità.

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