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Dante Alighieri - Purgatorio - Canto II - Questionario

1) In quale momento della giornata ci troviamo all’inizio del canto?
2) Che cosa significa l’espressione “va col corpo ma col cuore dimora”?
3) A chi è paragonata la schiera di anime appena sbarcata dall’angelo cocchiere?
4) Che cosa avviene alla foce del Tevere?
5) Che cosa significa il verso “ombre vane fuor che ne l’aspetto”?
6) In che modo Dante riconosce il musico Casella?
7) Perché Catone rimprovera le anime?
8) Come si chiama figura retorica presente nell’espressione “snelletto e leggeretto”, del v. 41?
9) Spiega analogie e differenze fra l’angelo nocchiere e Caronte e le rispettive imbarcazioni.

Correzione


1)All’inizio del canto Virgilio e Dante si trovano nell’Antipurgatorio: è l’alba, il poeta descrive questo momento delle giornata con immagini astronomiche piuttosto complesse, arricchite dall’uso di metafore come l’aurora che è paragonata ad una donna le cui guance bianche e vermiglie cambiano di colore e diventano arancione.
2) Dante e Virgilio sono fermi sulla spiaggia dell’Antipurgatorio, ma desiderosi di intraprendere il viaggio che attraverso il Purgatorio, cioè la purificazione dai peccati, condurrà il poeta davanti a Dio. Il suo l'animo è ansioso e anticipa l'arrivo del corpo nel luogo ove è diretto.
3) Le anime appena sbarcate sono paragonate a dei colombi che volano via in modo disordinato se vengono disturbati mentre stanno beccando il mangime. Lo stesso fanno le anime quando sono rimproverate da Catone perché invece di pensare alla purificazione delle loro anime, stanno ascoltando la canzone cantata da Casella.
4) Alla foce del Tevere, le anime vengono prese in consegna dall’angelo nocchiere per essere trasportate sulla spiagge dell’ Antipurgatorio. Non esiste un ordine con cui esse vengono fatte salite sulla navicella: è solo Dio che decide. Tuttavia, come dice Casella, da tre mesi esse vengono fatte salire tutte senza nessuna distinzione. Questo deve essere collegato al fatto che tre mesi prima, il pappa aveva proclamato il Giubileo
5) Le anime non sono fatte di materia ma sono puro spirito, come fossero delle ombre. Non possono quindi essere toccate, anche se possono sentire il dolore della loro pena come vuole Dio. Vengono chiamate vane perché non hanno consistenza materiale, sono evanescenti, ma non nell’aspetto.
6) Dante riconosce l’amico Casella dalla voce
7) Catone rimprovera le anime perché esse si sonio fermate ad ascoltare lsa canzone di Casella invece di dirigersi subito verso la montagna e quindi verso la purificazione.
8) Si tratta di un’allitterazione perché la lettera -t- si ripete all’interno delle due parole vicine, “snelletto e leggeretto” e della vocale -e-, che ci danno la sensazione della leggerezza con cui le anime vengono trasportate. Il primo aggettivo si riferisce alla rapidità con cui l’imbarcazione solca il mare e il secondo il fatto che essa tocca appena la superficie.
9) La navicella dell’Angelo nocchiere è molto agile e veloce e sembra quasi che scivoli la superficie del mare e non ha bisogno né di remi, né di vela. L’angelo, che ha un aspetto molto luminoso e rasserenante.
Dante e Virgilio incontrano Caronte nel III° canto dell’Inferno. Egli è dèmone che, remando, trasporta i dannati dall’altra parte dell’Acheronte. Viene descritto come un vecchio dai capelli e dalla barba bianca e non curata e con gli occhi infuocati. Con il suo aspetto orribile ed imponente e rivolge alle anime delle parole tremende mentre, a colpi di remi, le fa sistemare sul fondo della barca . Fra i due esistono molte differenze, ma la più importante e che Caronte accompagna con la violenza le anime peccatrici verso la dannazione eterna, mentre l’Angelo le guida verso la purificazione
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