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I canto Purgatorio

Una volta abbandonato l'Inferno,Dante si accinge ad intraprendere il viaggio nel secondo regno ultraterreno,ovvero il Purgatorio. Mediante una metafora,che raffigura la nuova narrazione come una navigazione in acque migliori rispetto al mare crudele dell'inferno,Dante dichiara che tratterà del regno in cui lo spirito umano si purifica e diventa degno di salire al cielo.
Nei primi 12 versi,Dante riesce a fare una sintesi di tutto quello che sarà il suo viaggio nel Purgatorio.Nel Purgatorio Dante vede vede Catone Uticense,un uomo con un grande senso di libertà,che per non sottoporsi alla tirannia di Cesare si suicidò. Non è,però,nell'Inferno in quanto è visto come un uomo che ha lottato fino alla fine e si è sacrificato per la libertà di tutti.

-Al verso 2:Metafore--> "la navicella del mio ingegno", con la quale Dante

indica l'ingegno che lo ha portato a scrivere l'opera;
--> "mar sì crudele",che indica l'Inferno
-Verso 4:Perifrasi-->"Quel secondo regno dove l'umano spirito si purga".
-Verso 7: Antitesi--> "morta e resurga"
-Dal verso 7 al verso 12 Dante si rivolge alle Muse, chiedendo loro di far risorgere la sua poesia che era metaforicamente morta. In particolare egli si rivolge a Calliope,chiedendole di accompagnare la sua narrazione con quel suono che inferse un colpo tale alle Piche da farle disperare di trovare scampo. Dante allude alla sfida di canto che le figlie del re di Tessaglia (Pierio)rivolsero alle Muse:quando sentirono il canto di Calliope capirono di aver perso la gara e che non ci sarebbe stata indulgenza per la loro presunzione,infatti furono trasformate da Calliope stessa in Piche,ovvero "gazze".
-Dal Verso 13:"Color d'oriental zaffiro.." Dante fornisce una descrizione del Purgatorio,caratterizzato dall'azzurro del cielo simile al colore di uno zaffiro. La visione del cielo è come un ristoro per Dante che nell'Inferno era stato turbato sia fisicamente che spiritualmente da quell'aria di morte.
-Al verso 19,il poeta ci fornisce una cronologia del suo viaggio:dal 10 al 13 Aprile circa. Infatti egli dichiara di vedere Venere che copre la costellazione dei pesci,due costellazioni che si avvicendano proprio durante il periodo primaverile.
-Nei versi immediatamente successivi,Dante si volge a destra,verso l'emisfero australe,e vede 4 stelle che non erano mai state viste da nessuno dopo Adamo ed Eva. Le 4 stelle sono l'allegoria delle 4 virtù cardinali:prudenza,giustizia,fortezza e temperanza.
-Ai versi 26-27: Apostrofe--> "Oh settentrional vedovo sito,poi che privato se' di mirar quelle!",Dante si rivolge all'emisfero Settentrionale che definisce "vedovo" perchè è privo della possibilità di contemplare tale costellazione.
-Al verso 40 prende la parola Catone. Catone scambia DAnte e Virgilio per due dannati e chiede come abbiano fatto a fuggire dalla "prigione etterna". Si chiede poi se le leggi infernali siano cambiate,se ci sia stata una decisione divina secondo la quale le anime non debbano più essere condannate.
-Verso 40:Perifrasi-->"cieco fiume"= Fiume Letè
-Verso 41:Perifrasi con allitterazione-->"Pregione etterna"= Inferno
-Verso 49: Virgilio risponde a Catone dicendo che una donna scese dal cielo pregandolo di aiutare Dante nel suo viaggio. Spiega che Dante non è morto e che,quindi, la sua presenza non infrange le leggi dell'abisso e aggiunge che Dante,pur essendo vivo,fu molto vicino alla morte spirituale,in quanto la sua follia lo aveva spinto a credere di poter raggiungere la verità da solo.
-Verso 58:Metafora-->"Ultima sera"=morte
-Versi 70-71:"Libertà va cercando,ch'è sì cara,come sa chi per lei vita rifiuta"--> Virgilio cerca di ingraziarsi Catone,rievocando il suo suicidio come esempio di amore per la libertà;quella libertà così preziosa che DAnte sta cercando di raggiungere.
-Verso 75: Metonimia-->"la vesta"= il corpo
-Verso 80: Apostrofe-->"O santo petto"=Catone
-Versi 88-90:"Or che di là dal mal fiume dimora,più muover non mi può,per quella legge che fatta fu quando me n'uscì fora"--> Riferimento s Cristo che scese nell'Inferno a stabilire le leggi che lo governano.
-Versi 96-97:Latinismo-->"L'occhio sorpriso d'alcuna nebbia"=Ablativo assoluto
-Verso 100:Anafora-->"imo..imo" + Latinismo da "infra",che ha comparativo "inferior" e superlativo "Infimus" o "imus"
-Verso 101: Espressioni onomatopeiche--> "là giù colà" riproducono i colpi delle onde
-Verso 102:Latinismo-->"Porta" da Fero-fers-tuli-latum-ferre
-Versi 118-120:Similitudine-->" Noi andavam per lo solingo piano com'om che torna a la perduta strada,che n'fino ad essa li pare ire in vano" = " Camminavamo come un uomo che torni sulla strada smarrita,che finchè non la ritrova gli sembra di perdere i suoi passi". Qui si svela esplicitamente il senso allegorico sotteso a tutta questa sequenza:i riti di purificazione di Dante significano infatti la necessità di assumere la retta attitudine spirituale,per predisporsi docilmente ad un nuovo cammino di penitenza.
-Verso 122:Latinismo-->"pugna"=combattere
-Verso 127:"Lagrimose",2 interpretazioni--> 1)Piange di gioia per l'aver
intrapreso questo viaggio di purificazione
2)Piange ancora per il ricordo
dell'Inferno

Lafigura di Catone:

Dante pone a guardia del Purgatorio Catone Uticense,un uomo con un grande senso di libertà che,per non sottoporsi alla tirannide di Cesare,si tolse la vita in Utica nel 46 a.C. Essendo un suicida dovrebbe trovasi nell'Inferno,ma Dante lo pone a guardia del Purgatorio per concentrare l'attenzione del lettore su un elemento che determina la salvezza dell'anima,ovvero la libertà intesa come libero arbitrio. Per questo anche un pagano suicida,ma suicida per salvaguardare la libertà di tutti,può diventare un uomo degno di riverenza,superiore a quella che un figlio deve al padre. Infatti Virgilio spinge Dante ad inginocchiarsi e ad abbassare lo sguardo in segno di riverenza.

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