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L’incontro di Dante con Romeo


Nel 2° Cielo, detto di Mercurio, in cui godono della loro beatitudine gli spiriti operanti, accanto alla figura di Giustiniano, che personifica l’imperatore ideale, Dante colloca l’anima di un pellegrino: Romeo di Villanova, indicato dallo stesso Giustiniano.
Romeo, di ritorno da un pellegrinaggio a Santiago di Campostela, si fermò in Provenza e divenne ministro del conte Raimondo Berengario IV, dimostrando capacità, onesta ed avvedutezza nella gestione del patrimonio del suo signore e dandogli consigli. Collocò le quattro figlie del conte facendole sposare tutte con dei re e gli aumentò anche il patrimonio del 20%.
Tuttavia cadde vittima dell’invidia dei nobili di corte che lo accusarono ingiustamente di concussione. Pertanto, se ne dovette andare, povero e ormai vecchio, in giro per il mondo, chiedendo l’elemosina e dando prova di umiltà e soprattutto di coraggio.
La figura di Romeo, umile pellegrino, assume importanza di rilievo perché assomiglia a Dante. Fu un giusto e degno di figurare nel canto dominato dall’Aquila, simbolo della giustizia.

vv. 127-142
E dentro a la presente margarita
luce la luce di Romeo, di cui
fu l’ovra grande e bella mal gradita.
Ma i Provenzai che fecer contra lui
non hanno riso; e però mal cammina
qual si fa danno del ben fare altrui.
Quattro figlie ebbe, e ciascuna reina,
Ramondo Beringhiere, e ciò li fece
Romeo, persona umíle e peregrina.
E poi il mosser le parole biece
a dimandar ragione a questo giusto,
che li assegnò sette e cinque per diece,
indi partissi povero e vetusto;
e se el mondo sapesse il cor ch’elli ebbe
mendicando sua vita a frusto a frusto,
assai lo loda e più lo loderebbe (Paradiso, VI, 127-142)

Parafrasi

In questo cielo splendente [il cielo di Mercurio]
brilla la luce dell’anima di Romeo il cui
operato fu grande e suscitò invidia
I nobili provenzali che lo odiavano
non erano contenti; quindi intraprende una brutta via
colui che crede che il bene fatto ad altro abbia conseguenze negative su di sé.
Quattro figlie, diventate regine
ebbe Raimondo Berengario per merito
di Romeo, un umile pellegrino.
Le calunnie convinsero Raimondo
a chiedere a questo giusto il rendiconto del suo operato,
nonostante avesse accresciuto il patrimonio,
per questo motivo se ne dovette andare ormai povero e vecchio;
e se il mondo conoscesse il coraggio che egli ebbe mendicando un tozzo di pane,
anche se già lo loda, lo loderebbe maggiormente.
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