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L?incontro di Dante con Piccarda Donati


Nel 1° cielo, quello della Luna, Dante colloca gli spiriti che hanno mancato ai voti e qui incontra Piccarda Donati, sorella di Forese.
Dante vede davanti a sé degli spiriti leggeri, simili ad immagini riflesse in un vetro o nell?acqua e si volge indietro, ma non vede nulla. Beatrice, sorridendo, lo invita a parlare pure perché le immagini sono vere anime. Allora Dante si rivolge a quella che sembra più desiderosa di parlare.
L?anima racconta che nella vita terrena fu monaca e se egli cerca nella nella sua memoria riconoscerà in lei Piccarda Donati nonostante la permanenza in Cielo abbia accresciuto la sua bellezza. Dopo essersi scusato di non averla riconosciuta, le chiede se le anime non desiderino una sede più vicina a Dio. Piccarda sorride e risponde che la vera carità consiste nella conformità del loro volere a quello divino e che esse non desiderano più di quanto Dio non abbia assegnato loro. Dante continua chiedendo a quale voto Piccarda abbia mancato. Essa risponde che si era fatta monaca dell?ordine di Santa Chiara, ma il fratello Corso, più portato a compiere il male che non il bene, la strappò dal convento e Dio soltanto conosce ciò che diventò in seguito la sua vita. La somiglianza con Pia de? Tolomei è evidente. A questo punto Piccarda indica, alla sua destra, un?altra anima, anch?essa tratta a forza fuori da un chiostro: è l?imperatrice Costanza, moglie di Arrigo VI e madre di Federico II. Dopodiché, Piccarda si allontana, cantando l?ave Maria e Dante la paragona ad oggetto che cade nell?acqua profonda. Egli la segue con lo sguardo fintanto che può, poi si gira verso Beatrice e rimane abbagliato dallo splendore che essa emana.
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