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Le caratteristiche delle anime del Paradiso dantesco


Le anime dei Beati, che Dante incontra nel Paradiso, sono meno numerose di quelle che egli incontra nell’ Inferno e nel Purgatorio. Pur essendo tutte collocate nell’Empireo, Dante ce le presenta all’interno dei diversi astri affinché il lettore possa farsi un’idea del loro grado di beatitudine e per dare al Paradiso la stessa costruzione simmetrica delle altre due cantiche.
Nell’Inferno e nel Purgatorio, le anime hanno un corpo, capace di soffrire; invece, nel Paradiso esse hanno una forma corporea molto labile che più si avvicinano a Dio è più si fa luce. Infatti, nel cielo della Luna, esse sono evanescenti, in quello di Mercurio, sono indovinate attraverso la luce che le circonda, in quello di Venere la loro forma corporea può essere solo ricordata e quindi esiste soltanto nella mente, mentre, alla fine, gli spiriti diventano pura luce, con una luminosità direttamente proporzionale al loro grado di beatitudine.
Poiché esse vivono di carità, sono tutte ben liete di rispondere alle richieste di Dante e tale gioia si manifesta con una luce che, da loro proveniente, si fa più viva. Delle passioni umane che hanno caratterizzato la loro vita terrena, esse hanno un ricordo molto lontano e sbiadito, come fosse un impedimento da cui si sono ormai liberate ed è per questo motivo che Dante, quando si rivolge ai Beati, fa tacere il cuore per far parlare la mente. Ed ecco allora tutta una serie di disquisizioni filosofiche e teologiche che rendono la terza cantica, a volte, non di facile comprensione che, però, sono derivate dalla necessità di Dante di dover spiegare i motivi della sua Fede. Tuttavia, anche in queste trattazioni, Dante riesce a rimanere sempre un poeta con immagini e slanci lirici nuovi. Nel Paradiso, Dante non si distacca dalle sue passioni, dai suoi amori e dal suo risentimento unito al disprezzo, tutti sentimenti che hanno il sopravvento sul misticismo. Questo succede con la storia della potenza romana (Giustiniano), con il rimpianto della Firenze di un tempo (Cacciaguida) e con le invettiva di S. Pietro e degli altri Padri della Chiesa.
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