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Dante giunge alla porta dell’inferno e incontra gli ignavi


Dante e Virgilio camminarono tutto il giorno. Dante aveva paura di entrare all’ inferno perché sapeva che un tempo il più bello degli angeli, Lucifero, si ribellò a Dio ed egli lo scaglio giù sulla terra. La terra si rifiutò di riceverlo e una voragine a forma di imbuto si aprì in essa. Intanto Lucifero precipitando si trasformò in un essere bruttissimo, il primo fra i diavoli, e precipitò in fondo alla voragine conficcandosi in essa. La voragine si riempì di spiriti malvagi, che in vita commisero peccati senza mai pentirsi.
Al tramonto ( che precedeva la notte del venerdì santo, poiché tutto il viaggio di Dante si svolge durante il periodo della Pasqua) Dante e Virgilio si trovarono davanti alla porta d’Ingresso dell’Inferno, enorme e orrida, sulla quale c’era una scritta che terminava con queste parole: Lasciate ogni speranza voi ch'entrate.
Dante ebbe paura, ma Virgilio lo incitò a proseguire. La porta cigolò sui cardini e si intravide un buio totale con dei vapori grigi che si alzavano nell’aria. Fuori era già diventata notte. Quando i due passarono dalla porta essa si richiuse alle loro spalle e c’era una puzza e un rumore insopportabile. Si sentivano anche sospiri, pianti e lamenti in lingue strane. Virgilio spiegò che si trovavano nel vestibolo nell'inferno dove venivano puniti gli ignavi, cioè i pigri, coloro che nella vita non avevano mai preso posizione nella loro vita limitandosi a guardare il mondo scorrere. Essi non sono stati giudicati degni nemmeno di entrare nell’inferno e per questo se ne stanno nell’anticamera di esso. La loro punizione eterna è quella di dover rincorrere continuamente un’insegna mentre sono nudi e vengono punti da uno sciame di vespe. Per terra ci sono dei vermi che si cibano del loro sangue e sudore.
Nella descrizione che Dante fa dell’inferno ogni peccatore subisce una pena simile oppure opposta alla sua colpa (contrappasso) : visto che gli ignavi non hanno mai fatto nulla nella vita ora sono costretti a correre in continuazione senza mai fermarsi pungolati dagli insetti. Virgilio disse a Dante di non curarsi di loro, ma di passare avanti, anche se Dante fu sconvolto da questa vista.
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