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La profezia di Ciacco


Noi passavam su per l’ombre che adona
la greve pioggia, e ponavam le piante
sovra lor vanità che par persona.

Elle giacean per terra tutte quante,
fuor d’una ch’a seder si levò, ratto
ch’ella ci vide passarsi davante.

«O tu che se’ per questo ’nferno tratto»,
mi disse, «riconoscimi, se sai:
tu fosti, prima ch’io disfatto, fatto».

E io a lui: «L’angoscia che tu hai
forse ti tira fuor de la mia mente,
sì che non par ch’i’ ti vedessi mai.

Ma dimmi chi tu se’ che ’n sì dolente
loco se’ messo e hai sì fatta pena,
che, s’altra è maggio, nulla è sì spiacente».

Ed elli a me: «La tua città, ch’è piena
d’invidia sì che già trabocca il sacco,

seco mi tenne in la vita serena.

Voi cittadini mi chiamaste Ciacco:
per la dannosa colpa de la gola,
come tu vedi, a la pioggia mi fiacco.

E io anima trista non son sola,
ché tutte queste a simil pena stanno
per simil colpa». E più non fé parola.

Io li rispuosi: «Ciacco, il tuo affanno
mi pesa sì, ch’a lagrimar mi ’nvita;
ma dimmi, se tu sai, a che verranno

li cittadin de la città partita;
s’alcun v’è giusto; e dimmi la cagione
per che l’ha tanta discordia assalita».

E quelli a me: «Dopo lunga tencione
verranno al sangue, e la parte selvaggia
caccerà l’altra con molta offensione.

Poi appresso convien che questa caggia
infra tre soli, e che l’altra sormonti
con la forza di tal che testé piaggia.

Alte terrà lungo tempo le fronti,
tenendo l’altra sotto gravi pesi,
come che di ciò pianga o che n’aonti.

Giusti son due, e non vi sono intesi;
superbia, invidia e avarizia sono
le tre faville c’hanno i cuori accesi».

Parafrasi


Noi passavamo sopra gli spiriti che la pioggia pesante fiacca , e poggiavamo i piedi sopra i loro corpi inconsistenti che hanno l’aspetto di corpi veri. Essi giacevano tutti sdraiati nel fango , tranne uno che si alzò a sedere , appena ci vide passare davanti a sé. «0 tu che sei condotto in questa parte dell’Inferno», mi disse, «riconoscimi, se sei in grado di farlo : tu sei nato prima che io morissi ». E io a lui: «La pena che ti tormenta forse ti allontana dalla mia memoria , tanto che mi sembra di non averti mai visto . Ma dimmi chi sei, tu che giaci in un luogo così doloroso e soffri di una pena tale che, se ve ne è un’altra maggiore , nessuna è così avvilente ».
Ed egli mi rispose: «La tua città, che è così piena di invidia che ormai è giunta al limite estremo del vizio ,

mi ospitò in terra. Voi cittadini mo soprannominate Ciacco, a causa del peccato di gola , come puoi vedere, sono fiaccato dalla pioggia. E io, che sono un'anima sventurata , non sono solo, poiché tutte queste sono qui condannate alla stessa pena per la stessa colpa". E non disse più nulla.

Io gli risposi : "Ciacco, la tua sofferenza mi addolora tanto che mi induce a piangere; ma dimmi, se lo sai, fino a che punto arriveranno i cittadini della città divisa in fazioni; se vi è tra loro qualche uomo giusto; e dimmi la causa per cui l’ha assalita tanta discordia".

Ed egli mi rispose: "Dopo un lungo contrasto giungeranno allo scontro aperto , e i Bianchi cacceranno i Neri provocando loro gravi offese e e danni. Successivamente, entro tre anni , accadrà che la parte dei Bianchi perderà il potere e la parte dei Neri prenderà il sopravvento, con l'aiuto di uno, che per il momento oscilla tra le due fazioni. I neri conserveranno a lungo il potere , opprimendo la parte avversa , per quanto questa se ne lamenti e se ne sdegni. Vi sono solo pochissimi cittadini giusti, e non vengono ascoltati , superbia , invidia e cupidigia sono le tre scintille che hanno infiammato gli animi alla discordia ".

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