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Inferno - Canto VI- La pena dei golosi


Nel III cerchio, dove si ritrova Dante quando si riprende dallo svenimento, sono puniti i golosi, la cui ingordigia è ben rappresentata dal guardiano Cerbero, il famelico cane a tre teste della mitologia pagana. In questo caso il contrappasso è generico, tanto che Dante, non comprendendo dalla pena quale sia il peccato , deve chiedere spiegazioni a Virgilio. Come in vita non riuscirono a frenare il più basso degli istinti umani, i golosi sono ora sottoposti ad una pena avvilente: giacciono per terra nella sporcizia, esposti alle intemperie, graffiati e scorticati da Cerbero, e come lui emettono latrati bestiali.

Al tornar de la mente, che si chiuse
dinanzi a la pietà d’i due cognati,
che di trestizia tutto mi confuse,

novi tormenti e novi tormentati
mi veggio intorno, come ch’io mi mova
e ch’io mi volga, e come che io guati.

Io sono al terzo cerchio, de la piova
etterna, maladetta, fredda e greve;
regola e qualità mai non l’è nova.

Grandine grossa, acqua tinta e neve
per l’aere tenebroso si riversa;
pute la terra che questo riceve.

Parafrasi


Al ritorno dei sensi perduti a causa del turbamento provato per Paolo e Francesca , che mi aveva tutto sconvolto per la tristezza, vedo intorno a me, da qualunque parte io proceda o mi volti e dovunque guardi,nuovi dannati e nuove pene. Mi trovo ora nel terzo cerchio, quello della pioggia eterna, maledetta, fredda e insopportabile ; essa non muta mai intensità e qualità. Grossa grandine, acqua nera e neve cadono in quell'atmosfera tenebrosa; la terra che accoglie questo maciglio emana fetore.
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