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Canto ventesimo, Inferno


È possibile suddividere il XX canto in quattro sequenze.

Prima sequenza (vv.1-18): il canto descrive una nuova pena. Troviamo gli indovini, che sono costretti ad avanzare in una lenta processione, piangendo silenziosamente, con il collo torto e girato all’indietro. Sono costretti a guardare a ritroso, non potendo più guardare dinanzi a sé.
Seconda sequenza (vv.19-99): Dante è sconvolto; a sua volte, scoppia in lacrime, dopo aver assistito al terribile scenario, ma soprattutto dopo aver notato che le lacrime dei peccatori bagnano la fessura fra le loro natiche. Viene, per questo motivo, rimproverato da Virgilio, che gli spiega che chi prova compassione verso gli effetti della giustizia divina è solo uno sciocco. Dopo aver diretto l’attenzione di Dante su alcuni personaggi, che in vita furono indovini, come ad esempio Anfiarao, o Tiresia, poggia la sua attenzione su Manto, vergine crudele, che per sfuggire al consorzio umano si stabilì in un luogo, a cui poi verrà dato il nome di Mantova (città natale di Virgilio).

Terza sequenza (vv.100-105): Dante, interessato e incuriosito dagli argomenti trattati dalla sua guida, chiede a Virgilio se fra le anime ci potesse essere qualcuna degna di nota.
Quarta sequenza (vv.106-130): a questo proposito Virgilio concentra l’attenzione di Dante su Euripilo, il quale indicò insieme a Calcante il momento propizio per la partenza delle navi greche in Aulide. È interessante la descrizione su Euripilo: un dannato, la cui barba scende dalle guance alle spalle. Dopo aver indicato a Dante altre figure di spicco, come, Michele Scotto,Guido Bonatti, e Asdente, invita Dante ad allontanarsi dalla bolgia, e a continuare il viaggio.

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