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Il II canto inizia con l’oscurità della sera che non rispetta l’andamento cronologico ma è funzionale all’allegoria infatti il buio è in antitesi con lo splendore degli occhi di Beatrice e da un senso di inquietudine. Il II canto molto importante poiché da luogo all’inferno con l’argomento e l’invocazione, quest’ultima composta dall’anafora del vocativo O. L’atto poetico è per Dante sintesi di ingenium e ars, ovvero doti innate nel poeta e doti apprendibili con lo studio. Dante rivela a Virgilio un DUBBIO sul proprio viaggio oltremondano e Dante istituisce un confronto con la discesa di Enea agli inferi e di san paolo in paradiso, la discesa di Enea agli inferi viene cristianamente interpretata come missione provvidenziale di pace e giustizia affidata all’eroe troiano, destinata a dare ordine al mondo cristiano. Successivamente Virgilio comunica a Dante che è Beatrice che vuole la sua salvezza e Dante è pieno di conforto inoltre anche santa lucia e madonna desiderano la sua salvezza. Le tre donne sono tre forme di grazia divina: Maria la grazia preveniente, dono gratuito di Dio, Lucia la grazia illuminante cioè infusione di virtù benefiche e infine Beatrice la grazia cooperante che guida l’uomo a operare il bene. Il linguaggio del dialogo tra Beatrice e Virgilio si avvicina al modello stilnovistico e riprende i modi delle rime amorose dantesche legando la Commedia alla Vita Nova.

Nella Vita Nova viene raffigurata Beatrice “lirica” mentre nella Commedia viene raffigurata Beatrice “teologica” , la dolcezza del linguaggio e l’affetto verso Dante appartengono a Beatrice donna mentre la guida spiritualmente illuminante( che si esprime attraverso Virgilio) è di Beatrice simbolo. Dante assume un identità eroica, nasce il nuovo “eroismo cittadino” quello dell’intellettuale dove acquista dignità eroica a poco a poco attraverso varie prove a cui si sottopone, egli supera le prove procedendo con le armi dell’intelletto e della cultura. Dante è il fedele di Lucia e di Beatrice che per loro volontà svolge un viaggio pericoloso nel rispetto dell’obbedienza che il fedele deve alla sua signora. Virgilio accusa Dante di viltade e quest’ultimo reagisce nel giusto modo infatti acquista la consapevolezza del proprio ruolo ovvero la magnanimità, Dante è consapevole di operare virtuosamente,è consapevole di sé ed è legato all’umiltà. Il II canto è molto importante poiché viene definito il canto della parola in quanto è composto da 142 versi e 118 sono un discorso diretto, in esso viene utilizzato un lessico stilnovistico dove la parola dantesca ha la funzione persuasiva e psicagogica cioè di smuovere l’animo di chi ascolta,è infatti con l’efficacia dell’eloquenza, della persuasione che Virgilio rovescia il dubbio iniziale di Dante. Il racconto di eventi viene affidato alla MIMESI cioè un dialogo, un discorso diretto che svolge un importante funzione narrativa e svolge un fenomeno usuale in qualunque discorso: la non coincidenza del tempo della storia e del racconto, tornano a coincidere nel finale.

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