Ominide 346 punti

Secondo Capitolo


Il giorno finiva, e l'aria scura toglieva la fatica dagli esseri animati della terra; e io sono solo e mi preparo a sostenere il travaglio sia del viaggio sia dell'angoscia, che racconterà la mia mente che non sbaglia.
O muse, o grande intelletto aiutatemi ora; o memoria che scrivesti ciò che io vidi,qui si dimostrerà il tuo valore.
Io cominciai: "Poeta che mi guidi, giudica se le mie capacità sono abbastanza, prima di iniziare il viaggio.
Tu dici che il padre di Silvio, ancora vivo andò nell'eternità e vi andò fisicamente.
Però se Dio fu cortese con lui, pensando ai nobili frutti che provenivano da lui, pensando alla sua nobiltà e alle sue qualità, non sembra non degno di un uomo intelligente, poiché fu scelto come padre della santa Roma e del suo impero: la quale e il quale, a dir la verità, furono stabilite come il luogo santo del successore Pietro.
Per questo viaggio che ti rende onore, capì cose che furono ragione della sua vittoria e della dignità papale.
Andò poi s. Paolo, Vaso di elezione, per portarne conforto alla fede che e principio della via della salvezza.
Ma io, perché seguirvi? Chi me lo concede? Io non sono Enea, io non sono Paolo;
Non sono degno di questo né io né altri lo credono.
Perciò se decido senza riflettere riguardo il venire, temo che la mia andata sia temeraria. Sei saggio, capisci me che non ragiono".
è come quello che più non vuole che che ha avuto, e per nuovi pensieri cambia intenzione, in modo da distogliere completamente da ciò che stava iniziando, così diventai io quello scuro pendio, poiché esaurii nel pensiero il viaggio che iniziò tanto veloce.
"Se ti ho capito", rispose dal magnanimo dell'anima " la tua anima è sopraffatta dalla viltà, che molte volte ostacola l'uomo, facendo sì che da farlo recedere da un'impresa onorevole, come un falso avvistamento di un'ombra da parte di una bestia. Da questa paura, a cui tu ti assolvi, ti dirò perchè io venni e quel che io capii nel primo momento in cui i o provai dolore per te.
Io mi trovo nel Limbo tra le anime sospese, e una donna mi chiamò beata e bella, tanto da ordinarle di dargli ordini.
Luccicavano i suoi occhi più delle stelle; cominciò a dirmi dolce e pacata, con voce angelica nel suo modo di parlare:
" o anima cortese mantovana, di cui sei ancora famoso nel mondo, e durerà a lungo quanto il mondo, l'amico mio, e non per interesse, nella spiaggia desertica è ostacolato sia nel cammino sia per la paura, e tempo che si sia già perso, che io mi sono mosso in suo soccorso troppo tardi, per quello che nel cielo ho sentito.
Ora vai, con le tue parole confortanti e con tutto ciò che è necessario, aiutalo in modo da esserne consolata.
Io sono Beatrice che ti mando; vengo dal luogo dove ora devo tornare, l'amore mi mosse a farmi parlare.
Quando mi troverò davanti al mio Signore, di te farò le lodi s lui.
Tacque allora iniziai io:
"O donna di dolci virtù, l'unica grazia alla quale la specie umana supera ogni cosa contenuta sotto il cielo della Luna, tanto mi è gradito il tuo comando, che ubbidirei se non fosse troppo tardi; non ti basta che mostrarmi il tuo desiderio.
Ma dimmi la ragione che non temi scende quaggiù all'inferno nel centro del posto dove tu desideri tornare".
"Dato che tu vuoi saperlo così a fondo, ti racconterò brevemente", mi rispose, "perché io non tempo di scendere qua dentro. Bisogna temere solo le cose che hanno la potenza di fare del male altrui, delle altre cose no poiché non sono paurose.
Io sono fatta da Dio, per sua bontà, tanto che la vostra infelicità non mi tocca, come mi colpisce questa fiamma di questo incendio.
Nel cielo c'è la Vergine che si addolora di questo impedimento di cui ti incarico.
Così chiamò in suo aiuto Lucia e disse:-Ora il tuo fedele (Dante) ha bisogna di te, e io te lo raccomando-.
Lucia, nemica di ogni crudeltà, si venne al posto dove io ero che sedevo con l'amica Rachele.
Disse:- Beatrice, loda vera di Dio, perché non aiuti quello che ti amò tanto, che usci per te dalla schiera degli uomini comuni? Non senti la pietà del suo pianto, non vedi la morte che lo combatte su quel punto del fiume dove il mare non riesce a prelevare?-.
Al momento non ci fu persona più veloce a fare il proprio vantaggio e a fuggire lontano, come feci io dopo poche parole fatte, venni quaggiù nel io beato seggio
fidandomi delle tue parole oneste, che onora te e quelli che ti hanno udito".
Dopo avermi detto questo, distolse quelli occhi lucente per il pianto, e questo mi spronò ancora di più nell'aiutarlo. E arrivai qua da te come lei desiderava: ti salvai dal cospetto della lonza che ti ostacolò il cammino più veloce per il monte soave.
Dunque: che c'è? e perché rimani fermo? Perché accogli tanta viltà nel tuo cuore? Perché coraggio e sicurezza non hai, dato che tre donne benedette si curano di te dall'alto del cielo, e le mie parole non ti rassicurano?".
Come quei fiori che al gelo si chinano e restano chinati, poi che il sole gli imbianca, si drizzano tutti aperti (completamente dischiusi), così feci io rispetto al mio coraggio , e mi scese nel cuore ardore tanto che mi sentii come persona riconfortata:
"oh pietosa colei che mi aiutò! e te cortese che ubbidii a lei, a le vere parole che di disse!
Tu mi hai rassicurato del viaggio con le parole tue, che io sono tornato nel primo proposito.
ora vai che unica è la volontà di entrambi: tu la mia guida, tu mio signore e tu maestro".
Così gli dissi, e non appena si mosse lo seguii nel cammino duro e selvaggio.
Hai bisogno di aiuto in Inferno?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Come fare una tesina: esempio di tesina di Maturità