Video appunto: Canto 11 Inferno - Analisi

XI canto



Nell’11° canto Dante e Virgilio, non scendono in un altro girone, ma vanno in un'altra parte dello stesso cerchio. Virgilio si ferma con Dante dopo aver attraversato la valle e si sente una puzza insopportabile provenire dal profondo dell’inferno. (Chiaramente la puzza è sgradevole, quindi è ancora un modo per tormentare le anime.
Ciò dimostra che le persone che sono lì non sono degne di nulla e vengono trattate come delle bestie.). Arrivati qui si fermano davanti a un epigrafe che ricorda che lì c’è un papa. Papa Anastasio che con la sua eresia ha deviato da quella che era l’ortodossia cristiana. In tanto Virgilio spiega a Dante la suddivisione del medio e basso inferno, poiché erano usciti da quello alto. Dunque siamo nel medio e nel basso inferno, dove vengono puniti i peccati più gravi. Il peccato più grave è la frode, soprattutto quando accompagnata dalla violenza. Andando avanti il 1° cerchio che troverà è proprio quello dei violenticontro il prossimo, tiranni, assassini, predoni, cose o persone, se stessi, i suicidi e gli scialacquatori e contro Dio, usurai e sodomiti. Gli usurai perché loro non trovano guadagno nel lavoro ma nel tempo. Più tempo il debitore impiega a restituire la somma maggiore è l’interesse. Il fatto però, è che il tempo non è dell’uomo, ma è di Dio. Un'altra spiegazione che Dante chiede a Virgilio, è perché alcune anime sono fuori e altre dentro alla città di dite, quindi come si distribuiscono le varie colpe, e se Dio odi le anime dei dannati. Virgilio risponde rifacendosi all’etica di Aristotele, secondo cui ci sono dei peccati diversi suddivisi per:
incontinenza, i lussuriosi, che non hanno saputo resistere;
malizia, per esempio i consiglieri fraudolenti, rappresentati da Ulisse perché è l’unico che è riuscito, con i greci, ad avere la meglio sui troiani, altrimenti la guerra sarebbe potuta durare altri 10 anni, consigliando la costruzione del cavallo di troia, consigliando quindi, ai greci, una frode;
violenza, come ad esempio i suicidi od omicidi, che hanno operato violenza contro se stessi o contro gli altri.
Secondo Virgilio quindi, gli incontinenti, sono quelli che all’occhio di Dio hanno meno colpe, non a caso sono posizionati nel I cerchio. Dopo di ciò Dante gli pone un'altra domanda, ovvero perché gli usurai, per violenza contro Dio. Virgilio risponde ancora ricordando la filosofia aristotelica. Risponde dicendo che la natura nasce da Dio e che il lavoro umano imita la natura. Oltretutto la genesi impone all’uomo, di guadagnarsi la vita appunto, con il proprio lavoro.(a Eva dice che partorirà con dolore mentre ad Adamo tu ti sfamerai col sudore della fronte). Gli usurai quindi, non lavorano, bensì sfruttano il lavoro altrui e si impossessano del tempo. Quindi disprezzano Dio, disprezzano la natura, e disprezzano il lavoro. In tanto si sono fatte le quattro del mattino, e Virgilio ricorda a Dante che il cammino è ancora lungo.