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Smarrimento nella selva oscura


Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.

Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!

Tant’è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,
dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte.

Io non so ben ridir com’i’ v’intrai,
tant’era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.

Ma poi ch’i’ fui al piè d’un colle giunto,
là dove terminava quella valle
che m’avea di paura il cor compunto,

guardai in alto e vidi le sue spalle
vestite già de’ raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle.

Allor fu la paura un poco queta,
che nel lago del cor m’era durata
la notte ch’i’ passai con tanta pieta.

E come quei che con lena affannata,
uscito fuor del pelago a la riva,
si volge a l’acqua perigliosa e guata,

così l’animo mio ch’ancor fuggiva,
si volse a retro a rimirar lo passo
che non lasciò già mai persona viva.

Poi ch’èi posato un poco il corpo lasso,
ripresi via per la piaggia diserta,
sì che ’l piè fermo era sempre ’l più basso

Parafrasi


A metà del cammino della vita umana, mi ritrovai in una foresta buia, poiché la via giusta era stata da me smarrita. E’ cosa assai ardua descrivere come fosse selvaggia, intricata e difficile da attraversare questa selva, che solo a ricordarla mi provoca ancora paura! Essa è tanto angosciosa che la morte lo è poco di più; ma per parlare del bene che vi trovai, parlerò delle altre cose che ho visto al suo interno. Non so dire esattamente come io abbia potuto entrarvi, tanto la mia anima era intorpidita nel momento in cui abbandonai la via del bene. Ma dopo che io fui giunto ai piedi di un colle , la dove terminava la selva che mi aveva trafitto il cuore di paura, guardai verso l’alto e vidi il suo pendio già illuminato dai raggi del sole, il pianeta che in ogni cammino guida ciascuno nella giusta direzione, cioè verso il sole. Allora si quietò un po' la paura che avevo provato nella parte più profonda del cuore nella notte che trascorsi con tanta angoscia. E come il naufrago che, col respiro affannato, appena giunto a riva dopo essere scampato dal mare aperto, si volta indietro e guarda con tremore l’acqua in cui ha appena rischiato di annegare, allo stesso modo il mio animo, ancora intento a fuggire dalla selva , si volse indietro a guardare il passaggio che non lasciò mai nessuno in vita. Dopo che ebbi fatto riposare un po' il corpo stanco , ripresi il cammino lungo il pendio solitario, così che il piede d’appoggio era sempre quello più in basso.
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