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Dante Alighieri- La selva oscura


In questo passo, come in tutto il canto, è evidente l’allegoria dietro il significato letterale dei versi. Dante giunto a metà della vita, a circa trentacinque anni, si accorge di aver perduto la dritta via, la via che conduce al bene. La sua coscienza si era addormentata e cosi, senza sapere bene come, egli si è ritrovato nel peccato, nella selva oscura. L’angoscia e la paura gli stringono il cuore, sa di essere in una situazione pericolosa e sente la morte vicina; per un cristiano, infatti, il peccato porta alla perdizione, alla morte dell’anima.

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
5esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
Tant'è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,
dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.
Io non so ben ridir com'i' v'intrai,

tant'era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.


Il primo canto dell’Inferno costituisce l’introduzione all’intero poema. Dante racconta come, nella notte fra il Giovedi e il Venerdi santo, abbia inizio il suo viaggio nel mondo dell’aldilà e descrive l’incontro con Virgilio, il poeta latino che egli considera suo maestro. Egli gli indica l’unica strada da percorrere per uscire dalla situazione pericolosa in cui si trova e lo invita a seguirlo nell’inferno. Egli guiderà Dante fino al Paradiso Terrestre, che si trova sulla cima del Purgatorio, quindi lo lascerà nelle mani di un’altra anima più degna di lui ( che è pagano) perché lo accompagni nel Paradiso.

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