Genius 24323 punti

Inferno, canto I


Anche se denso di allegorie e gravato dal compito di introdurre a tutto il poema, il primo canto dell'Inferno inizia quasi in tono minore. Non lo aprono, come avrebbe voluto la retorica classica, un proemio elaborato e un'invocazione: ma, subito, il racconto. Dante raggiunge l'altezza della poesia dal basso di una narrazione limpida e puntuale, in cui ogni gesto e ogni circostanza sono descritti con precisione ma, al tempo stesso, acquistano un significato ulteriore. L'allegorismo si concilia così con il realismo.

Senza sapere come, Dante si è smarrito in una selva. Di lì, scorge un colle illuminato dal sole. Cerca di raggiungerlo, quando si frappongono al suo cammino prima una lonza, poi un leone, infine una lupa famelica. Spaventato, indietreggia, ma improvvisamente appare un'ombra: è l'anima del poeta latino Virgilio, che Dante ha sempre ammirato come proprio maestro e di cui ora invoca l'aiuto. Virgilio spiega che per vincere la lupa (allegoria, come le altre due fiere, dei peccati che impediscono all'uomo di raggiungere la salvezza eterna) occorrerà un veltro (cioè un cane da caccia, oscura allegoria di un fautore di rinnovamento politico e morale). Virgilio condurrà Dante attraverso l'Inferno e il Purgatorio, per affidarlo a un'anima beata che lo guiderà in Paradiso: solo conoscendo il mondo ultraterreno egli potrà purificarsi e salvarsi. I due poeti iniziano così il loro viaggio.

Hai bisogno di aiuto in Inferno?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email