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Concetti Chiave

  • La "Divina Commedia", originariamente intitolata "Comedìa", è l'opera principale di Dante, con l'aggettivo 'divina' aggiunto da Boccaccio nel 1555.
  • Dante scrisse l'opera durante il suo esilio, completando l'Inferno tra il 1304 e il 1308, il Purgatorio intorno al 1312 e il Paradiso prima del 1320.
  • La Commedia è un poema didattico-allegorico, con un viaggio che simboleggia un percorso spirituale piuttosto che fisico, rappresentando la realtà storica e il significato morale.
  • L'Inferno è strutturato in nove cerchi, ognuno dei quali riflette la gravità dei peccati, con pene che seguono la "legge del contrappasso".
  • Il viaggio di Dante inizia in una selva oscura, simbolo di smarrimento, rappresentando la possibilità di riscattarsi attraverso la conoscenza del male per raggiungere il bene.

Origine e Titolo della Divina Commedia

La più importante opera di Dante risulta essere la "Divina Commedia", anche se il titolo attribuito dall’autore è "Comedìa". Dante, infatti, cita questo sostantivo in una lettera scritta a Cangrande della Scala. L’aggettivo ‘divina’, comparve solo in un’edizione del 1555 e fu aggiunto da G. Boccaccio, che la definisce "divina" per i contenuti.

Composizione e Struttura della Commedia

Alcuni studiosi ritengono che, l’autore iniziò quest’opera dopo l’esilio e la terminò poco prima della sua morte. In particolare, dal 1304-1308, l’autore si dedicò alla composizione dell’Inferno, il Purgatorio fu scritto intorno il 1312 e successivamente elaborò il Paradiso, concludendolo prima del 1320.

Allegoria e Concezione Figurale

La Divina Commedia si presenta come un poema didattico - allegorico poiché essa ha due chiavi di lettura una Letteraria e una Allegorica. Infatti, considerando tutta l’opera possiamo vedere che è formata principalmente da Allegorie: Dante narra di un viaggio nel mondo dell’aldilà, ma il viaggio non è nel senso stretto della parola in realtà il viaggio è spirituale cioè della mente e non del corpo.

Proprio per questo, l'allegoria e la concezione figurale, sono il fondamento del poema. Il mondo è raffigurato suddiviso da un lato la realtà storica e concreta, dall'altro il sopramondo, ossia il significato della realtà storica trasferita sul piano morale e su quello ultraterreno.

Questo componimento è diviso in tre cantiche e la materia è distribuita in cento canti (trentatré per cantica più uno introduttivo). La struttura metrica utilizzata dall’autore è l’endecasillabo raggruppato in terzine unite una all’altra dalla rima incatenata.

Linguaggio e Pluristilismo

I linguaggi utilizzati nella Commedia sono molteplici poiché Dante associava ad un tema aspro un linguaggio aspro. Per questo, alcuni studiosi, hanno definito il linguaggio della Commedia con il sostantivo "pluristilismo", in quanto Dante usa dei registri stilistici bassi (in alcune zone dell’Inferno) e dei termini sublimi (in Paradiso).

Geografia Dantesca e Creazione dell'Inferno

La concezione geografica dantesca è basata sulla teoria tolemaica, secondo la quale la Terra si trova al centro dell'universo. È essenziale conoscere il pensiero geografico di Dante poiché, il mondo ultraterreno che lui ci descrive, è basato su questa teoria.

Quando Lucifero si ribellò a Dio, Egli lo fece precipitare sulla Terra. Nel punto in cui cadde, il terreno presente, si ritirò per il timore del contatto con il demonio, creando così l'Inferno. La porzione di terra ritratta, formò la Montagna del Purgatorio, che emerge solitaria tra le acque dell’oceano.

Lucifero è quindi conficcato al centro della Terra, nel punto più lontano da Dio, immerso fino al busto nel lago sotterraneo Cocito, il quale è perennemente congelato. Dal centro della Terra, a partire dai piedi di Lucifero, inizia un lungo corridoio che conduce direttamente alla Montagna del Purgatorio.

Struttura dell'Inferno e Legge del Contrappasso

Proprio per questo, l’Inferno è concepito da Dante come un profondo abisso a forma d’imbuto. Esso è suddivido in nove cerchi e, man mano che si scende, i peccati diventano sempre più gravi. In tali cerchi sono collocati i dannati che vengono condannati con pene commisurate al peccato commesso. Nell’Inferno, infatti, vige la “legge del contrappasso” esercitata o per contrasto (implica una pena che ripropone esattamente il contrario della colpa) o per analogia (implica una pena che esaspera i tormenti della colpa) . Ad esempio, gli ignavi, disprezzati e crudelmente trattati da Dante poiché indifferenti a ideali e sollecitazioni anche politiche, rincorrono un’ insegna pizzicati da vespe e mosconi.

Simbolismo e Inizio del Viaggio

L’inferno è buio non solo perché è scavato sotto terra, ma per il carattere allegorico del viaggio stesso di Dante: esso è privo dalla luce di Dio. Questo luogo viene descritto come un paesaggio realistico e strutturato architettonicamente in modo da rappresentare simbolicamente le difficoltà che l’uomo incontra nel cammino verso la salvezza.

Nel primo canto, Dante si trova in una selva. La selva rappresenta un topos letterario e indica infatti il luogo dello smarrimento. Il viaggio nella selva iniziò nella Settimana Santa del 1300. Questo cammino indicava per Dante una possibilità per riscattarsi. Lui affermava che conoscendo il male poteva raggiungere il bene (vv 7-9).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il titolo originale della Divina Commedia e come è stato modificato nel tempo?
  2. Il titolo originale attribuito da Dante è "Comedìa", mentre l'aggettivo "divina" è stato aggiunto solo nel 1555 da G. Boccaccio, che lo utilizzò per i contenuti dell'opera.

  3. Quando e come è stata composta la Divina Commedia?
  4. Dante iniziò la composizione dell'opera dopo l'esilio, dedicandosi all'Inferno tra il 1304 e il 1308, al Purgatorio intorno al 1312 e completando il Paradiso prima del 1320.

  5. Qual è la struttura metrica della Divina Commedia?
  6. L'opera è composta da tre cantiche, suddivise in cento canti, con una struttura metrica basata su endecasillabi raggruppati in terzine unite da rima incatenata.

  7. Come è concepito l'Inferno nella geografia dantesca?
  8. L'Inferno è descritto come un abisso a forma d'imbuto, suddiviso in nove cerchi, dove i peccati diventano sempre più gravi e le pene sono commisurate al peccato, secondo la "legge del contrappasso".

  9. Qual è il significato simbolico del viaggio di Dante nell'Inferno?
  10. Il viaggio di Dante nell'Inferno rappresenta un cammino spirituale verso la salvezza, iniziato in una selva che simboleggia lo smarrimento, con l'intento di conoscere il male per poter raggiungere il bene.

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