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La missione del poeta: critica del presente e ipotesi di futuro


Il viaggio di Dante come missione voluta da Dio

Il carattere sovrannaturale del viaggio narrato nel poema viene affermato dall'autore in numerose circostanze; e la sua descrizione nell'opera è esplicitamente definita in termini di missione voluta da Dio. Soprattutto nel Paradiso, Dante viene invitato più volte a raccontare, una volta tornato sulla Terra, ciò che ha visto e udito, a vantaggio del mondo ormai corrotto e allontanatosi dalla via del bene segnata nel Vangelo e affidata ai due poteri dell'Imperatore e del Papa.

Critica del presente e progetto e ipotesi di futuro

In questo modo Dante interviene con energia sui modi di essere della società a lui contemporanea, criticandola aspramente; e intende mostrare con la Commedia una possibilità di riscatto e un modello positivo. È possibile assegnare a ognuna delle tre cantiche la funzione di rappresentare ciascuna di queste tre condizioni (caduta, riscatto, salvezza: Inferno, Purgatorio,Paradiso).
In particolare, la condizione della caduta è disegnata da Dante sul modello della società comunale,e di Firenze in primo luogo. L'Inferno è rappresentato come lo svelamento, nella prospettiva cristiana, del vero aspetto della vita comunale, fondata sulla logica del profitto e dominata dall'avidità di ricchezze e di potere. All'avidità pubblica fa riscontro una sorta di avidità psicologica, esercitata nella sfera privata e attiva tanto a livello di vizi comportamentali (dalla gola alla lussuria) quanto di vizi intellettuali (l'adesione a forme di disimpegno o di impegno estraneo alla prospettiva cristiana).
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