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Il veltro può essere diviso in 2 sensi: il senso politico e quello religioso. Secondo il senso politico, il veltro rappresenta l’imperatore che deve ancora arrivare ovvero Arrigo VII, invece in senso religioso, rappresenta un nuovo papa dopo Bonifacio VIII oppure il ritorno di Cristo che dovrebbe venire per sconfiggere l’anticristo con l’Apocalisse. Inoltre Dante delinea gli attributi con cui si presenterà questo riformatore: sarà antagonista della lupa e quindi staccato dalle ricchezze (che nella simbologia cristiana rappresenta la povertà). Il Veltro continua, sarà proteso verso i valori dello spirito, verso Dio ed è nato tra “feltro e feltro”, questo termine indica una toponomastica ovvero nomi di città dell’Italia settentrionale. E finisce dicendo che il veltro inseguirà la lupa per tutte le città, riportandola all’inferno da dove l’invidia la fece uscire. La quale nasce dallo stesso Lucifero, il quale non potendo aspirare al posto occupato da Dio, sparse questo sentimento tra gli uomini. Qui finisce la profezia del veltro e riprende quindi l’allegoria. Virgilio quindi lo accompagnerà per tutto il viaggio al fine di raggiungere la salvezza. Loro passeranno dinanzi a delle anime antiche che urlano e soffrono e che vorrebbero “la seconda morte”, cioè vorrebbero morire di nuovo, perché pure se sono spirito loro lo sentono lo stesso il dolore. Dopo aver parlato delle anime dell’inferno Virgilio parla delle anime del purgatorio, che si avvicinano al paradiso e quindi sono comunque felici pure nella sofferenza. Continua dicendo che se lui vorrà proseguire il suo viaggio ci sarà un’altra anima “fia” più degna di lui che lo accompagnerà nel paradiso perché “imperatore dei Cieli” ovvero Dio non lo fa passare dato che Virgilio non credette, come quasi tutti coloro prima dell’avvento di Cristo nel Messia e per questo non potè essere salvato.

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