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Dante immagina di essere un prescelto da Dio per attraversare l’inferno, il purgatorio e il paradiso ed indicare attraverso questo viaggio la salvezza per gli tutti gli uomini, egli ci vuole insegnare la via della redenzione dal peccato.
La divina commedia è un poema allegorico grondante di simbolismo, infatti, Dante ci dice che non dobbiamo leggere le sue opere solo in maniera letterale ma dobbiamo individuare dietro ogni parola i vari significati.

Proprio perché come abbiamo detto la divina commedia ha vari significati anche il veltro può apparire solo come un cane da caccia, ma se vogliamo individuare il significato metaforico esso simboleggia colui che caccerà le tre belve, e quindi salverà l’umanità, il veltro è una figura che non sarà desiderosa né di domini territoriali né di ricchezze ma di sapienza, amore e virtù e la sua origine sarà umile. Dante non esplicita mai la vera figura che si nasconde dietro al veltro e quindi ci sono varie teorie su chi esso possa essere, la prima suppone che esso sia l’imperatore, una seconda è che esso sia il papa e una terza che il veltro sia Dante stesso.
La prima e la seconda teoria sono entrambe e coerenti quella dell’imperatore è coerente perché esso per Dante avrebbe rappresentato la salvezza considerando che all’impero veniva a mancare una figura dispotica e autoritaria, quella del papa invece è una teoria coerente perché esso in quel periodo era una figura molto forte perché oltre ad avere un potere religioso e quindi ad essere molto vicino a Dio aveva anche un gran potere politico infatti come noi sappiamo Dante nel corso della sua vita ha avuto molti scontri con il papato perché pensava che lui avrebbe dovuto occuparsi soltanto delle anime.
La terza teoria che secondo il mio punto di vista è quella più appropriata ci dice che il veltro è Dante stesso e questa teoria è stata elaborata da Otto Young, il quale sostiene che Dante conosce molto bene la Quabbalab che è un libro dei numeri dove ogni lettera ha un valore numerico.
Sono tre i simboli che Dante ci nomina nella divina commedia per rappresentare colui che salverà l’umanità e sono: nell’inferno al verso 102 viene nominato il veltro, nel Purgatorio a -102 versi dalla fine vengono nominati i numeri 510 e 5 che sommati formano il numero 515 e nel paradiso viene nominato il novenne.
Alla teoria di otto Young hanno collaborato altri due studiosi uno di questo e Pecoraro che al nome Dante scritto in latino quindi Dantes ha associato i numeri che corrispondevano ad ogni lettera del suo nome secondo il libro Quabbalab e ha notato che la loro somma è la 515.
Un altro studioso che ha collaborato alla teoria gli otto Young e Benincasa il quale ha scritto il numero 515 in numeri romani quindi DXV e ha detto che alla lettera D corrispondeva Dante alla X Cristi e alla V Veltrer e questo voleva dire Dante veltro di Cristo.
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