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Minosse e il Minotauro


Minosse era il mitico re di Creta, celebre per il suo alto senso di giustizia e per aver dato leggi scritte al suo popolo. Secondo la mitologia, Minosse era figlio di Zeus ed Europa ed ebbe dalla moglie Pasifae veri figli, tra cui Androgeo , ucciso dagli Ateniesi e Megaresi per invidia. Minosse, per vendicarsi, scatenò una guerra. Nel rito propiziatorio, però, non sacrificò a Giove il bellissimo toro che Nettuno aveva appositamente fatto scaturire dal mare, ma un altro; allora Nettuno, irato, fece si che Pasifae si innamorasse del suo toro. Ella fece costruire da Dedalo una giovenca di legno talmente simile ad un animale che riuscì ad ingannare il toro. Così Pasifae, che si era introdotta nel simulacro, potè soddisfare la propria insana voglia; ; da quell’unione nacque il Minotauro , mostro con corpo umano e testa taurina, che si nutriva di carne umana. Dopo la guerra gli Ateniesi, sconfitti, furono costretti ad inviare ogni anno sette giovani da sacrificare al mostro, in occasione di giochi istituiti in onore di Androgeo . Il minotauro, rinchiuso nel labirinto costruito da Dedalo, venne in seguito ucciso da Teseo con l’aiuto di Arianna, ponendo così fine all’obbligo degli Ateniesi. Il mito era certamente noto a Dante attraverso gli accenni disseminati nei poemi latini, in particolare nelle Metamorfosi di Ovidio. Fin dall’età omerica, i poeti posero Minosse, in relazione alla sua fama di uomo giusto, come giudice infernale. Nell’Eneide Virgilio lo colloca con questa funzione di esaminatore dei defunti in prossimità dell’ingresso agli Inferi, assegnando invece a Radamanto , fratello di Minosse, la funzione di giudice. La trasposizione dell’Ade, avvenuta nel mondo cristiano, da regno dei morti a regno dei dannati, porta nella Commedia ad un declassamento di Minosse. Dante, infatti, pur continuando ad assegnargli la funzione di giudice, lo rappresenta con tratti demoniaci, estranei alla tradizione classica: è orribile a vedersi, ha una lunga coda e ringhia minacciosamente. Il suo immediato giudizio sulle anime si esprime attraverso la coda, che Minosse avvolge su stesso in un numero di spire pari al cerchio cui i dannati sono destinati.
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