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Il fondamento storico dei valori figurali


Consideriamo dal punto di vista della concezione figurale le due guide di Dante, Virgilio e Beatrice. Lo spessore umano di tali personaggi è evidente, ma esso non è in contrasto con l'esistenza di un soprasenso che arricchisce il loro significato nel poema. Virgilio è guida in nome della ragione e della sapienza terrene; Beatrice è guida in nome della teologia e della fede. Ma entrambi possono esprimere tali significati solo in quanto storicamente li hanno espressi. Infatti Virgilio era ritenuto da una diffusa tradizione medievale un annunciatore della imminente venuta di Cristo e una guida verso la conversione, benché egli stesso non si fosse convertito; era cioè stato sulla terra figura di quanto nell'aldilà è adempiuto: egli guida Dante fino alle soglie della salvezza non potendo salvarsi egli stesso. Beatrice era stata per Dante sulla terra, come egli ha raccontato nella Vita nuova, un'ispiratrice positiva e uno stimolo al bene; ora, nell'aldilà, tale funzione figurale si adempie ed ella può guidare in modo compiuto il suo fedele fino al cielo più alto. In sintesi: i protagonisti del poema hanno un significato allegorico non perché alludono a un significato ultraterreno estraneo alla loro vita, ma, al contrario, perché realizzano pienamente se stessi nell'aldilà. Per loro, come per tutti i personaggi della Commedia, il mondo terreno è stato figura di quello ultraterreno (di dannazione o di salvezza).

Il rapporto fra figuralità e allegoria nella Commedia

Si può capire, dunque, il rapporto stretto che lega figuralità e allegoria nella concezione dantesca: l'allegoria rivela la figuralità della realtà e della storia. L'allegoria rivela nelle cose un significato secondo,"altro" o diverso rispetto al loro significato primo e immediato. Nella Commedia questo significato secondo è dato: 1) dalla rivelazione della figuralità degli avvenimenti storici, che contenevano in sé un significato ignoto agli uomini contemporanei a tali avvenimenti e noto solo a Dio e ora anche a Dante, che lo ha conosciuto nell'aldilà e può perciò rivelarlo ai lettori; 2) dal valore che assume la rappresentazione narrativa del viaggio di Dante-personaggio, che allegoricamente diventa immagine dell'itinerario di salvezza di tutti gli uomini.
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