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La "Vita Nova" di Dante

È un'opera in volgare scritta da Dante, che si colloca nel Dolce Stilnovo.
SI può definire un prosimetrum, in quanto è composta in parte da parti in prosa, in parte da parti in versi (liriche). Le Liriche sono in totale 31: precisamente 25 sonetti, 5 canzoni e 1 ballata.
Le parti in prosa servono per spiegare le poesie, per collegarle, e raccontare alcuni elementi della storia d'amore.
L'opera è composta da 42 capitoli e narra la storia d'amore tra Dante e Beatrice, tanto che si può definire una sorta di autobiografia spirituale. L'amore per Beatrice è infatti un amore spirituale, tipico del Dolce Stilnovo, e la donna è una figura che porta l'uomo ad elevarsi come un miracolo mandato da Dio.
Durante l'opera Beatrice muore (1290) , quindi si potrebbe suddividere la storia in due parti: "in vita e in morte di Beatrice".
Sono presenti molti simboli tipici del Medioevo, come la presenza ricorrente del numero 9, il quale è multiplo di 3, che rimanda alla Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo).

Nella parte finale dell'opera, Dante, dopo aver sofferto per la morte dell'amata si distrae da lei, perché viene colto dallo sguardo di un'altra donna gentile.
Beatrice quindi gli compare subito in sogno per richiamarlo all'amore solo per lei, comparendo nella cosidetta "mirabile visione".
Dopo un'ulteriore visione di Beatrice, il poeta decide e dichiara di non parlare più di lei, finché non troverà parole tanto degne ed elevate che nessun uomo ha mai usato verso una donna (Dante infatti ne riparlerà solo nella Divina Commedia, facendola comparire come guida spirituale per condurlo a Dio nel Paradiso prima terrestre, poi celeste.)
La Vita Nova fu composta tra il 1293 e il 1295, quindi dopo la morte di Beatrice, e alcune delle poesie le aveva scritte quando lei era ancora in vita.

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