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Il Convivio

Dante nella sua opera “Il Convivio”, dal latino “convivium”, ossia “banchetto”, scritta in Latino nei primi anni del 1300, illustra le conoscenze più importanti per coloro che vogliono sapere, attraverso un banchetto a cui partecipano i maggiori filosofi della storia, quali Aristotele, Platone e Seneca.

L’idea di Dante è quella di apparecchiare un banchetto metaforico, offrendo agli ospiti gli argomenti del sapere. Intende condividere il sapere con quante più persone possibili, e per questo sceglie di utilizzare il volgare, in modo da comunicarlo anche a chi non ha una buona preparazione culturale.
Egli si immagina di trovarsi a tavola, figura metaforica di un luogo d’incontro dei sapienti, con filosofi quali Aristotele, Platone e Seneca; mentre tutti questi sapienti disquisiscono, fanno cadere dalla tavola delle briciole di pane, rappresentanti metaforicamente una parte del loro sapere. Dante cerca di raccogliere questo sapere che loro lasciano cadere involontariamente.

L’opera in se è un prosimetro composto da tre libri, comprendenti ciascuno cinque trattati.
Il testo venne scritto da Dante dopo la morte della sua Donna Amata, Beatrice, a causa della Peste; per questo motivo, associato al fatto che egli voleva schivare i pensieri quotidiani e il dolore, decise di avvicinarsi al mondo Filosofico.
Dante dice che la Filosofia deve essere il pane quotidiano dei politici, al fine che essi non acquisiscano cariche pubbliche solo per il guadagno, ma lavorino correttamente per la popolazione.
Egli dice anche che la stessa Filosofia è il mezzo attraverso il quale l’uomo arriva alla verità.

Quest’opera si propone come un testo propedeutico alle tre cantiche della Divina Commedia.

Lo Stile dell’Opera è alto, elevato (aulico); è ricca di Aforismi Filosofici, di Citazioni Latine e Greche e per questo ha una complessità concettuale piuttosto notevole.
Nel testo sono prevalenti le parti in prosa, ma capita di incontrare anche delle poesie filosofiche.

Il Primo Trattato del Convivio corrisponde ad una sorta di introduzione all’opera, dove Dante illustra ciò che l’ha spinto a scriverla, ossia la morte della sua donna amata, Beatrice, e anche la sua passione verso il mondo filosofico, e spiega anche il significato del titolo.

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