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Convivio

Dante scrisse quest'opera durante il periodo dell'esilio. Si tratta di un'opera scientifico-filosofica in volgare, con cui Dante indicava metaforicamente un banchetto di sapere, riservato a coloro che, a causa della lontananza o della naturale pigrizia erano lontani dalla scienza. All'interno dell'opera, il pane e le bevande sono metaforicamente rappresentati dai versi e dalle prose di Dante. L'opera fu concepita come un'enciclopedia del sapere, composta da quattro trattati, di cui uno ha funzione di prologo, ovvero di introduzione, mentre gli altri tre sono dei commenti a varie canzoni, tra cui: "Amor che nella mente mi ragiona". Dante si sofferma a spiegare l'ordinamento dei cieli e le gerarchie angeliche, approfondendo sia elementi di astronomia che elementi di filosofia e teologia.
All'interno di quest'opera, oltre al senso letterale che è quello immediato, emerge il senso allegorico che comunica una verità nascosta. Dante inoltre ci parla di altri due sensi: quello morale legato ad un insegnamento che si vuole esprimere, e quello anagogico che si riferisce al mondo sovrannaturale. La scelta della lingua volgare per scrivere quest'opera corrisponde ad una finalità sociale, ovvero Dante vuole avvicinare la cultura anche per le classi sociali che non conoscevano il latino, per questo motivo il poeta si preoccupò di celebrare il volgare con la lingua adatta a trasmettere contenuti filosofici e scientifici. Inoltre l'opera ha anche una finalità personale, infatti, Dante volle dare prova alla sua profonda cultura, contro chi lo riteneva incapace di superare i limiti della poesia amorosa. Da un punto di vista linguistico, il lessico usato si avvicina molto al latino, si caratterizza per una sintassi ricca e complessa, che a volte può risultare un pl artificiosa.

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