Video appunto: Fattori da cui dipende la solubilità

Da quali fattori dipende la solubilità?



• dall’identità chimica di soluto e solvente: generalmente composti ionici derivanti da anioni grandi a bassa carica elettrica sono solubili; • dalla regola del simile scioglie il simile: un buon solvente simula l’ambiente del soluto. È quindi necessario considerare se i solventi/soluti sono polari o apolari, idrofili, idrofobi o anfipatici, come i tensioattivi; dalla pressione: quando un gas è in contatto con un liquido, le sue molecole entrano in contatto con quelle del liquido.
Dato che il numero degli urti aumenta all’aumentare della pressione si prevede che la solubilità di un gas aumenti con la pressione. Se il gas è una miscela, la solubilità dipende dalla solubilità dei componenti. P.S.: l’azoto non è molto solubile alle nostre condizioni di pressioni, se un subacqueo inspira una miscela di aria quando emerge l’azoto abbandona velocemente, al diminuire della pressione, i capillari, creando delle bolle che danneggiano i capillari e che inducono l’embolia polmonare. Il rischio si riduce invece se viene utilizzato l’elio che è meno solubile dell’azoto e le cui piccole molecole attraversano i vasi sanguigni senza danneggiarli.
Anche il fenomeno dell’effervescenza è dovuto al fatto che la solubilità di una sostanza, nel caso la CO2 dipenda dalla pressione parziale: aprendo una lattina si riduce la pressione parziale dell’anidride carbonica che abbandona quindi la bibita. A comprendere questi concetti fu Henry che enunciò la seguente legge: S=khP, dove kh è la costante di Henry; • dalla temperatura: generalmente i liquidi e solidi diventano più solubili all’aumentare della temperatura, al contrario dei gas.