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Le curve di riscaldamento in chimica particellare

Per studiare le relazioni tra calore e temperatura i chimici utilizzano un grafico che viene chiamato curva di riscaldamento. Per ottenerla si prende una sostanza solida e si mette in un recipiente; la si riscalda e durante questa operazione con l'aiuto di un termometro si misura la sua temperatura. Sull'asse delle ascisse viene posto il tempo e sull'asse delle ordinate la temperatura raggiunta, generalmente espressa in gradi centigradi. Prendiamo ora come esempio l'acqua distillata. Come ben sappiamo a zero gradi l'acqua diventa ghiaccio, pertanto possiamo dire che solidifica. Superate le temperature comprese tra 0 e 99 gradi in cui l'acqua rimane allo stato liquido, l'acqua diventa vapore (esattamente a 100 gradi - chiaramente quest'ultimo dato dipende anche dalla pressione). Durante queste due fasi noteremo che sulla nostra curva ci saranno delle soste: chiamiamo queste soste, soste termiche. Infatti, il calore fornito non viene utilizzato per aumentare la temperatura dell'acqua distillata ma per spezzare i forti legami intermolecolari per permettere a quest'ultima di passare allo stadio successivo. Il calore fornito sì dirà pertanto, rispettivamente, calore latente di fusione il calore latente di vaporizzazione. Finisce così la spiegazione completa di questo concetto.

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