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Igiene, salute e malattia



Concetti di igiene, salute e malattia



Igiene: Scienza che si occupa della salute. Ha come obiettivo il mantenimento e la promozione della salute del singolo individuo e della collettività.
Salute: Condizione dinamica che dipende dalla capacità dell’individuo di trovare un’armonia, un equilibrio nel rapporto che egli realizza con l’ambiente, del quale è parte integrante.

La salute è uno stato di benessere fisico, psichico e sociale conseguente al buon funzionamento dell’organismo e di tutte le sue parti e dipendete da un armonico, equilibrato rapporto dell’individuo con il suo ambiente sociale e naturale.

Malattia: È una condizione generale , un disagio che colpisce l’individuo nella sua interezza (es infezione che provoca febbre).
Stato morboso: Si differisce da malattia in quanto è un’alterazione locale (non provoca disturbi generalizzati), stabile (non ha evolutività) e non in grado di ripercuotersi sull’intero organismo (es mancanza di un dito).

La prevenzione si distingue in:

Igiene personale: costituita da un insieme di norme, comportamenti da applicare alle diverse situazioni di vita quotidiana per mantenere e promuovere la nostra e l’altrui salute (particolarmente importanti la pulizia personale del corpo e del vestiario, alimentazione, attività fisica).
Igiene pubblica e ambientale: attraverso il controllo dei singoli individui e dell’ambiente, mira al mantenimento della salute della collettività; si occupa della prevenzione delle malattie infettive e sociali e del miglioramento delle condizioni di vita dell’ambiente in generale e di quello di lavoro in particolare.

L’obiettivo dell’igiene, il mantenimento della salute, si realizza attraverso la prevenzione.

Dall’ambiente naturale e sociale traiamo tutto il necessario per la nostra sopravvivenza: alimenti, ossigeno, calore, luce, rapporti sociali e affettivi ecc.

Cause di malattia



Cause e fattori di rischio


Eziologia: scienza che si occupa di studiare le cause delle malattie.

Molte malattie sono determinate da una precisa causa, spesso virus (vedi es morbillo).
Se manca il virus specifico non può insorgere la malattia, in questo caso la causa sarà specifica e necessaria. Quando una singola causa è in grado di determinare, con la sua presenza, una malattia, questa causa è detta sufficiente.
Talvolta, pur essendo necessaria per l’insorgenza della malattia, la causa può dimostrarsi insufficiente, perché da sola non è in grado di determinare la malattia.
Fattore di rischio: è una situazione la cui presenza aumenta la probabilità di contrarre una malattia; è dunque una variabile associata alla malattia “in modo statisticamente significativo”.

Classificazione delle cause di malattia



Le cause delle malattie si possono dividere in due grossi gruppi:
Cause intrinseche all’organismo, che originano dall’interno dell’individuo stesso;
Cause estrinseche, provenienti dall’ambiente.

Le cause di malattia si possono anche classificare in base alla loro natura:
• Cause fisiche
• Cause chimiche
• Cause biologiche

Cause fisiche di malattia



• Le radiazioni
• Le onde sonore e gli ultrasuoni
• L’elettricità
• Il magnetismo
• Le variazioni di temperatura
• Le variazioni di pressione e gravità
• Le cause meccaniche

Variazioni di temperatura (alte)



Ustione: Sono lesioni locali provocate dall’applicazione di una temperatura elevate su una parte del corpo: la loro gravità dipende dal grado e dall’estensione.
Può essere di:
- Primo grado: arrossamento (eritema) del tessuto;
- Secondo grado: formazione di bolle e rigonfiamento del tessuto;
- Terzo grado: necrosi (morte) e carbonizzazione del tessuto.

Colpo di calore: L’intero organismo viene sottoposto ad un alta temperatura. È importante oltre alla temperatura e alla durata dell’esposizione, anche l’umidità dell’aria (più è umida meno evapora il sudore).

Variazioni di temperatura (basse)

Congelamenti: Lesioni locali provocate dalle basse temperature. Come per le ustioni, la gravità locale della lesione è dovuta alla temperatura e alla durata dell’esposizione ad essa.
Può essere di:
- Primo grado: caratterizzato da gonfiore, arrossamento e cianosi;
- Secondo grado: bolle (o flittene);
- Terzo grado: necrosi del tessuto.

Assideramento: Se l’intero organismo è sottoposto a basse temperature.


Cause meccaniche



Una forza meccanica applicata bruscamente alla superficie corporea, produce un trauma.
Se il trauma comporta un’interruzione di continuità dei tessuti di rivestimento superficiali, si ha una ferita, che comporta:
• Rottura dei vasi
• Penetrazione dei germi
La rottura dei vasi comporta una fuoriuscita di sangue o emorragia. Sono più gravi le emorragie arteriose. La rottura dei vasi per effetto di un trauma si può avere anche senza ferita, in tal caso si verifica un ecchimosi (livido).
Generalmente si hanno due tipi di guarigione delle ferite:
• Guarigione per prima intenzione: Si verifica solitamente a seguito di un operazione chirurgica che comporta l’incisione della pelle, in questo caso i margini devono essere tenuti a contatto affinché si verifichi questo tipo di guarigione.
• Guarigione per seconda intenzione: In questo caso la cicatrizzazione è più lenta e si verifica per ferite più profonde con un danno tissutale maggiore, con margini della ferita separati.
Nella guarigione per prima intenzione riconosciamo alcuni stadi:
1) Formazione del coagulo: le piastrine, fuoriuscite dai vasi sanguigni, si fondono assieme bloccando l’emorragia (tappo piastrinico).
2) Invasione della ferita da parte dei macrofagi: quando raggiungono il fondo della ferita cominciano a ripulirla dai detriti costituiti da globuli rossi e cellule necrotiche (morte) e dai residui di fibrina.
3) Proliferazione dei fibroblasti e rigenerazione dei capillari: i fibroblasti penetrano nel coagulo e cominciano a produrre il tessuto connettivo che darà origine alla cicatrice. Contemporaneamente, dai capillari sui margini della ferita si sviluppano protuberanze che andranno a formare una fitta rete di coaguli. Il tessuto cosi formatosi è detto tessuto di granulazione.
4) Rigenerazione del rivestimento epiteliale: subito dopo il trauma inizia la rigenerazione dell’epitelio di rivestimento.
5) Formazione della cicatrice: le fibre collagene prodotte dai fibroblasti si addensano per formare dei fasci che vanno ad occupare la zona lesa mentre si riducono le cellule e i capillari presenti.

I traumi talvolta possono interessare anche gli organi interni, direttamente o indirettamente. Possono essere danneggiati gli organi parenchimatosi e cavi o gli organi dell’apparato locomotore. Le conseguenze:
• Blocco della funzione dell’organo, senza apparenti lesioni organiche.
• Rottura dei vasi dell’organo con formazione di un ematoma
• Rottura dell’organo e di grossi vasi, con forti emorragie interne.

Altre cause fisiche di malattia



Tra le altre cause fisiche di malattia vanno ricordati gli effetti delle onde sonore, dell’elettricità e di un’illuminazione scarsa o eccessiva.

I suoni sono vibrazioni meccaniche periodiche, aventi frequenza e intensità variabile. È determinato dal regolare succedersi di vibrazioni aventi una certa forma, ampiezza e frequenza.
La frequenza determina la tonalità di un suono (grave o acuto).
L’intensità viene misurata in decibel (dB).
• 50+ dB = fastidioso
• 90+ dB = dannoso all’udito
• 110+ dB = doloroso alle orecchie
Una delle più pericolose fonti di rumore ambientale è il traffico urbano e colpisce particolarmente quelle persone che ne sono a stretto contatto (vigili urbani, lavoratori vicino a strade trafficate ecc.). Per ridurre o eliminare il danno provocato dai rumori di certe categorie (chi lavora con macchine particolarmente rumorose ecc.) di lavori viene imposto l’uso di cuffie insonorizzanti.
Alcune fonti rumorose dannose a cui noi tutti possiamo andare incontro sono quelle generate dalla televisione, dalle cuffie mp3, impianti stereo e discoteche. Questi ultimi sono la principale causa di disturbi dell’udito di parecchi ragazzi.

L’elettricità è un’altra causa fisica di malattia che può determinare anche la morte dell’individuo a cui viene applicata la corrente elettrica. I danni dipendono dal tipo di corrente (continua o alternata)
La corrente alternata a bassa frequenza provoca una contrattura persistente dei muscoli che non permettono all’individuo di staccarsi dall’oggetto che genera la corrente.
Se la corrente interessa organi vitali si può andare incontro anche alla morte per arresto cardiaco o arresto respiratorio. Inoltre, si possono avere anche ustioni nei punti di ingresso e di uscita della corrente.

I danni aumentano con l’aumentare dell’intensità della corrente. I danni saranno tanto più grandi quanto più alto sarà il voltaggio e quanto più bassa sarà la resistenza.

La resistenza nel nostro corpo è costituita dalla cute e se quest’ultima risulta bagnata la resistenza diminuisce ed è facile andare incontro alla folgorazione.
Per la prevenzione degli infortuni legati al malfunzionamento degli impianti elettrici esistono determinate leggi. La realizzazione dell’impianto elettrico deve assolutamente prevedere l’installazione
• Della messa a terra
• Del “salvavita”
• Di interruttori separati con fusibili
• Di fili di spessore adeguato

L’illuminazione può creare problemi quando è insufficiente o quando invece è eccessiva.
Quando è insufficiente siamo costretti ad avvicinarci più del normale all’oggetto da osservare e ne consegue uno sforzo maggiore per l’occhio che, se prolungato nel tempo, porta ad un affaticamento e potranno comparire disturbi quali dolore oculare, mal di testa, bruciore alle palpebre e lacrimazione. In soggetti predisposti si può anche sviluppare o aggravare la miopia.
Quando è eccessiva invece, si verifica il fenomeno dell’abbagliamento, con dolore oculare, temporaneo indebolimento della vista, lacrimazione e arrossamento palpebrale. Questo può esser dovuto da una luce di forte splendore direttamente proiettata negli occhi anche per un brevissimo periodo di tempo (es guardare la luce del sole), oppure può essere determinato da luci di minor splendore ma proiettate sulla retina per periodi più lunghi. Per evitare l’abbagliamento è opportuno l’uso di lenti filrtranti.

Cause chimiche di malattia



Le cause chimiche di malattia comprendono moltissime sostanze che hanno come denominatore comune la capacità di provocare malattie.
Veleno: Un veleno è una sostanza tossica che, assunta in dosi relativamente piccole, è in grado di causare una malattia.
Il tipo di malattia che un veleno provoca dipende dalla composizione chimica del veleno stesso, mentre la gravità della malattia aumenta con l’aumentare della dose. L’azione tossica della maggior parte dei veleni consiste in un blocco o in un’interferenza (negativa) in qualche reazione biochimica delle cellule in uno o più organi. Il tipo e la gravità dipendono appunto dall’importanza della funzione cellulare che questi veleni danneggiano. Se un veleno presenta una notevole “potenza” eserciterà il suo effetto in un tempo brevissimo, in questo caso si parla di tossicità acuta.
Molti di questi veleni possono esercitare un effetto nocivo anche se somministrati a piccole dosi, purché ripetute nel tempo. Occorrono tempi più lunghi perché si incorra in una malattia, in questo caso si parla di tossicità cronica.
Tossine: sostanze tossiche di origine microbica.

Cause biologiche di malattia



Le cause biologiche di malattia sono costituite da piccolissimi esseri viventi:
• Microrganismi non visibili a occhio nudo (batteri, virus, funghi microscopici) responsabili delle infezioni.
• Macro parassiti, visibili a occhio nudo, che provocano infestazioni.

Cause intrinseche di malattia



Le cause intrinseche di malattia non sono quelle dovute ai fattori esterni dell’organismo ma bensì, vanno ricercate all’interno del DNA, più nello specifico nel DNA cromosomico.
La costituzione di ogni individuo è la conseguenza dell’interazione delle informazioni genetiche contenute nei cromosomi ereditati dalla madre (XX) con quelle contenute nei cromosomi ereditati dal padre (XY). Le leggi che stabiliscono l’interazione tra le informazioni genetiche materne e paterne e che regolano la comparsa dei diversi caratteri ereditari sono state enunciate dall’abate Gregor Mendel nelle famose “Leggi di Mendel”.
Numerose malattie vengono trasmesse come caratteri ereditari:
• Caratteri dominanti compariranno in tutte le generazioni
• Caratteri recessivi ne saranno affetti solo gli omozigoti (ossia che hanno il gene della malattia in doppia copia).
Gli eterozigoti, apparentemente sani, sono in realtà portatori del gene malato (es due genitori sani potrebbero generare un figlio malato, come è il caso della talassemia, o anemia mediterranea).

La predisposizione ereditaria (cause intrinseche)



A volte non si eredita la malattia già manifesta, ma solo una certa propensione, una predisposizione ad ammalarsi di una data malattia per effetto di altre concause. L’eredità gioca quindi un ruolo di causa non sufficiente, per cui la malattia comparirà per effetto di concause estrinseche ambientali, dalle quali il soggetto predisposto dovrebbe cercare di proteggersi.
Malattie da anomalie cromosomiche (cause intrinseche)

Per certe malattie, seppur non ereditarie, la causa va comunque ricercata nel materiale genetico delle cellule dell’individuo malato, ci riferiamo a malattie legate ad anomalie di forma o di numero dei cromosomi.
Anomalie cromosomiche: Forma anomala di uno o più cromosomi.
Anomalie genomiche: Numero anomalo di cromosomi.
È un esempio di anomalia genomica la trisomia 21 anche conosciuta come sindrome di Down o mongolismo. Questa anomalia la troviamo nella coppia di cromosomi 21 che, nella formazione dei gameti femminili, la coppia 21 non si divide e forma una cellula con due cromosomi 21 anziché 1, fecondata da uno spermatozoo darà origine ad un individuo con 3 cromosomi 21 anziché 2.
I soggetti Down, oltre alla maggior frequenza di malformazioni cardiache, debolezza muscolare, maggior suscettibilità alle infezioni e ai tumori e in particolare alle leucemie, ha tratti fisici caratteristici come occhi obliqui, naso piccolo e schiacciato, mani tozze, gambe corte, testa tonda, orecchie piccole, palato ogivale e soprattutto grave ritardo mentale.

Malformazioni congenite non ereditarie (cause intrinseche)



Le malformazioni e le malattie che si manifestano già alla nascita vengono dette congenite.
Molte di queste però, non sono ereditarie ne legate ad anomalie del patrimonio genetico, ma dovute ad errori nello sviluppo embrionale o fetale determinati da cause estrinseche all’organismo di natura chimica, fisica o biologica.
Il termine malformazione inoltre, non indica necessariamente una malattia (vedi stato morboso), tuttavia a volte indica anche una malattia quando ad esempio si parla di malformazioni congenite che comportano disturbi all’organismo (vedi malformazione di una valvola cardiaca).
Tra le cause congenite sviluppate in fase embrionale ricordiamo:
• Le radiazioni in gravidanza
• Sostanze chimiche ingerite in gravidanza
• Infezioni in gravidanza

Cause psichiche di malattia



Il disagio psichico è da alcuni collegato a conflitti interiori che avvengono nella mente dell’individuo o a conflitti relazionali, ossia la difficoltà di relazionarsi con gli altri.
Qualunque sia la causa del disagio psichico, questo si manifesta con sintomi fisici come l’ansia o la depressione che ritroviamo nelle malattie nervose meno gravi come le nevrosi o in quelle più gravi come le psicosi, nelle quali compaiono sintomi che caratterizzano un alterato rapporto con la realtà: il delirio e le allucinazioni. Spesso nelle malattie psichiche si verificano anche sintomi fisici (o somatici) come le palpitazioni, le vertigini ecc. a volte invece ritroviamo anche delle vere e proprie malattie psicosomatiche come l’ulcera gastro-duodenale, la colite ulcerosa, certe malattie della pelle, certe forme di asma, ipertensione arteriosa ecc.
Altri disturbi come lo stress psichico possono esser causati dai ritmi lavorativi. Altri ancora possono dipendere da fattori sociali.

Le manifestazioni patologiche



Le diverse cause di malattia agiscono sull’organismo determinando manifestazioni patologiche a carico degli organi, dei tessuti e delle cellule colpite.
Le alterazioni atomiche e funzionali possono essere:
• Processi reattivi: sono il risultato della reazione difensiva dell’organismo.le alterazioni che si riscontrano sono, perciò, collegate in parte all’azione patogena diretta della causa di malattia e, in parte, alla risposta difensiva del tessuto. Le alterazioni che si riscontrano sono dovute esclusivamente alla reazione, eccessiva, dell’organismo.
• Processi recessivi e degenerativi: le diverse cause di malattia possono provocare un danno diretto a carico di organi, tessuti, cellule, che comporta una riduzione delle capacità funzionali delle parti colpite. Possiamo distinguere manifestazioni patologiche regressive in:
o Ipotrofia o atrofia: diminuzione di volume della parte colpita (ipotrofia/atrofia vera e volumetrica) o del numero (ipotrofia/atrofia numerica).
o Degenerazione o distrofia: è caratterizzata da alterazioni metaboliche che comportano un abnorme accumulo di sostanze nelle cellule colpite. Può portare alla morte cellulare.
o Necrosi o morte cellulare: lesioni irreversibili, incompatibili con la sopravvivenza della cellula.
• Processi progressivi e tumorali: se l’aumento di volume dell’organo o del tessuto è limitato nel tempo e nelle sue dimensioni si parla di ipertrofia; se l’accrescimento è indefinito nel tempo e diventa autonomo rispetto all’organismo, si ha una neoplasia o tumore.

Prevenzione primaria, secondaria e terziaria



1) Prevenzione primaria: comprende tutti gli interventi che mirano a impedire l’insorgenza della malattia, combattendone le cause e tutti i fattori predisponenti, in particolare quelli di natura sociale e ambientale. Riguarda i soggetti sani.
2) Prevenzione secondaria: mira ad individuare la malattia in una fase iniziale, allo scopo di impedirne la progressione, evitare che si aggravi e provochi danni irreparabili. Consiste nella diagnosi e terapia precoce, in soggetti che sono già malati.
3) Prevenzione terziaria: mira ad arrestare l’evoluzione della malattia già in atto, a evitarne le complicazioni, la cronicizzazione, l’insorgenza di invalidità permanente.
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