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I microarray a DNA


L’indagine ha preso piede nel 1926 fino ai nostri giorni (prima gli studiosi studiavano un gene alla volta, adesso con questa tecnica di laboratorio si riescono a studiare a migliaia o addirittura un intero genoma alla volta).
I microarray contengono migliaia di segmenti di DNA disposti sulla griglia su un supporto di vetro o di silicio (entra nella mano dell’esaminatore..) sormontata da una griglia metallica molto fitta. I microarray permettono di esaminare vari segmenti di DNA contemporaneamente. Come si procede?
All’inizio si procede con la separazione di mRNA prodotto, da una particolare cellula qualunque di cui si vuole fare l’esperimento. Attraverso questa tecnica può esaminare in quel momento, in quella cellula, quali geni lavorano e quali sono silenti.
Produzione di cDNA (complementare del DNA) fluorescente a partire da mRNA.
I cDNA vengono successivamente aggiunti ai microarray,
Si sciacquano e si levano tutti i cDNA non legati
Si effettua l’analisi dell’emissione di fluorescenza
Vediamo quindi come si effettua.
Partendo dalle cellule, l’analizzatore vede quali geni sono attivi sulla cellula (i geni non sono attivi tutti in tutte le cellule). Da queste cellule vengono estratti gli mRNA prodotti dalle cellule con conseguente fatto che alcuni geni sono necessariamente attivi. A questo punto, a questi mRNA vengono addizionati tramite la trascrittasi inversa e dei nucleotidi fluorescenti.
La trascrittasi inversa è utilizzata ad esempio dall’AIDS, ed è un enzima che fa lavorare in modo opposto -> a partire dallo RNA si forma il DNA, in questo caso cDNA. il cDNA che è fluorescente viene separato e messo in uno dei pozzetti del microarray. In questi pozzetti viene messo una griglia in cui il biologo molecolare mette una serie infinita di geni, in cui vi si trovano delle sonde chiamate DNA sonda costituito da una sola elica. Viene messa questa griglia sopra e il cDNA fluorescenti se trovano delle sonde complementari si legano; se il cDNA non trova delle sonde complementari non si lega con nessuna. Successivamente viene fatto il lavaggio con il quale rimangono solo il cDNA complementari e quindi vedendolo al microscopio si vedono quali geni sono attivi e quali invece non lavorano.
Il caenorhabditis elagans
Il Il caenorhabditis elagans, è un ematode che vive nel terreno è lungo un millimetro, ed è il primo organismo che è stato sequenziato constatando che ha un numero enorme di geni, quasi quanto quello degli esseri umani.

Applicazione del microarray


Tramite i microarray si studia le basi genetiche del cancro, legato dalla disattivazione/attivazione dei geni, m anche per malattie neuro-degenerative. Tramite i microarray si può capire anche qual è il meccanismo che si attua da parte dei nuovi medicinali su delle cellule mirate.

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