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"L'esperimento di Griffith ed il "fattore trasformante"

Il biologo Frederick Griffith nacque in Inghilterra nel 1879 e frequentò brillantemente l'università di Liverpool. Tra i suoi esperimenti si ricordano quelli condotti con il batterio pneumococco, l'agente patogeno della polmonite, le cui frequenti epidemie prostrarono la Gran Bretagna del primo dopoguerra.

Nel 1928, conducendo un esperimento su dei topi da laboratorio,egli prese in analisi due differenti tipologie di batteri: una detta ceppo S(da "smooth", liscio)provvista di una capsula polisaccaride, e l'altra detta ceppo R(da "rough",ruvido), che invece non presentava alcun involucro. Inoculò quindi ciascun ceppo in un topo diverso ed osservò che il topo a cui era stato iniettato il ceppo S moriva, mentre quello del ceppo R rimaneva in vita.

Dopodiché prese i batteri S e li "inattivò" per mezzo del calore (denaturazione della capsula), per poi iniettarli in un roditore: in questa circostanza l'animale sopravviveva.

Una grande intuizione lo spinse a mischiare il ceppo S ucciso col calore e quello R: tale unione si rivelò infatti essere letale per l'animale!
Da ciò lo scienziato concluse che il ceppo R, durante il mescolamento, assorbiva materiale genetico (il cosiddetto "fattore trasformante", in questo caso la capsula)così da renderlo in grado di difendersi dagli anticorpi dell'animale ed ucciderlo.
l'intero processo prende il nome di <<trasformazione>>.

Questo esperimento fu una tappa essenziale per la scoperta della trasmissione del materiale genetico. Circa quindici anni dopo, infatti, il batteriologo statunitense Oswold Avery, proseguendo gli studi condotti da Griffith, scoprì la molecola depositaria dell'informazione genetica: il DNA.

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