Video appunto: Dimostrazione della replicazione semiconservativa dell'acido deossiribonucleico

Dimostrazione della replicazione semiconservativa dell'acido deossiribonucleico



Trascorso il tempo necessario per la seconda replicazione del DNA, venne ripetuta la procedura necessaria alla prima relicazione del DNA.. In questo caso si ottennero due bande: la prima in posizione nettamente superiore a quelle ottenute nei casi precedenti, la seconda nella stessa posizione di quella dell’esperimento precedente.


Questo risultato escludeva, dunque, il modello dispersivo: la formazione di due bande distinte dimostrava che non vi era un rimescolamento casuale di parti di DNA leggero e parti di DNA pesante, infatti in questo caso si sarebbe formata solamente una banda che, di generazione in generazione, si sarebbe depositata sempre più in alto, fino a raggiungere la zona corrispondente alla densità del 14N, poiché il terreno di coltura era sempre il 14N. Invece la formazione di due bande nette dimostrava che il filamento pesante si andava conservando sempre uguale, appaiato sempre ad un filamento leggero, per cui la molecola di DNA col filamento pesante si depositava sempre nello stesso punto. Di generazione in generazione, la banda di DNA leggero si inspessiva perché si continuava a far riprodurre i batteri nell’azoto leggero, ma la banda di DNA intermedio si conservava sempre.