Chorion frondosum
Successivamente, i villi coriali si anastomizzano tra loro e, tramite i vasi allantoidei, con quelli del corpo embrionale. I villi che si formano per primi rimangono sottesi tra il corion e la decidua basalis, costituendo i villi ancoranti, che garantiscono l’adesione dell’embrione all’utero. Nel corso del secondo mese, i villi si allungano e si ramificano in direzione della decidua basalis, emettendo propaggini che rimangono sospese nelle lacune sinciziali (villi liberi o fluttuanti), così che questa parte del corion prende il nome di chorion frondosum o villosum; mentre sul resto del corion, che si rivolge verso la decidua capsularis, i villi si atrofizzano, andando a costituire il chorion laeve. Per cui, la placenta si forma a partire dall’accollamento tra la decidua basalis e il chorion frondosum, per poi completarsi al quarto mese di gravidanza.Placenta
Essa è l’organo deputato agli scambi di gas e metaboliti tra la madre e il feto. Essa è formata da una porzione fetale, la lamina del corion ( anche detta piastra coriale o disco corionico), adesa all’amnios e da cui si dipartono i villi coriali; e da una porzione materna, la decidua basalis.
Sangue fetale e materno
Il sangue fetale e quello materno non si mescolano, ma lo scambio dei gase dei prodotti metabolici avviene per diffusione quando il sangue bagna i villi. Però c’è anche da dire una cosa cioè generalmente, acqua, anidride carbonica, cataboliti e prodotti di scarto vengono trasferiti dal sangue del corpo del feto al sangue materno, attraverso le uniche nostre due arterie ombelicali, però, acqua, ossigeno, metaboliti, ormoni, e anticorpi della classe delle immunoglobuline ( tramite transcitosi) vengono trasferiti dal sangue materno al sangue fetale, e quindi poi viaggiano in direzione opposta attraverso la nostra piccola vena ombelicale. Con il progredire della gravidanza, il connettivo assile diventa fibrillare lasso, più ricco in vasi; mentre l’epitelio o citotrofoblasto si fa discontinuo fino a scomparire, così che in alcune regioni del villo, il sincizio sarà direttamente a contatto con i vasi sanguigni, tranne però che all’apice dell’albero villoso, dove cito- e sincio-trofoblasto permangono fino al termine della gravidanza.. Il corion costituisce il rivestimento più esterno dell’uovo fecondato. Esso si forma a partire dalla lamina somatopleurica del mesoderma extraembrionale (trofoblasto->citotrofoblasto->magma reticolato->celoma extraembrionale o cavità coriale), e diventerà parte costitutiva della placenta. In seguito, dopo il quarto mese di sviluppo intraembrionale, l’aumento di volume del liquido amniotico spinge l’amnios ad aderire al corion, con conseguente scomparsa della cavità coriale. Infine, l’ulteriore espansionedell’amnios e del corion fa sollevare la decidua capsulare fino a farla fondere con quella parietale, e determinando in questo modo la scomparsa della cavità uterina. Però , nella decidua permangono residui di ghiandole uterine che serviranno per la rigenerazione dell’epitelio dopo il parto.Questo perche, i villi mostrano un asse di tessuto mesenchimale lasso, in cui sono immersi pochi capillari sanguigni, e un rivestimento formato da tre strati distinti: l’endotelio dei vasi sanguigni, l’epitelio o citotrofoblasto e, più superficialmente, il sincizio coriale o sinciziotrofoblasto.