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Le biotecnologie sollevano questioni etiche


Le ultime conquiste scientifiche, quali le donazioni, le manipolazioni genetiche di piante e animali, hanno procurato una diffusa inquietudine e preoccupazioni sia per quanto riguarda eventuali manipolazioni del genoma umano, senza che siano stabiliti i confini da non oltrepassare, sia per quanto riguarda la produzione di cibi da organismi animali e vegetali geneticamente modificati (Ogm). In particolare le Biotecnologie, ovvero quelle tecniche che utilizzano organismi viventi per ottenere sostanze utili come farmaci, vaccini oppure piante e animali con particolari qualità, suscitano timori, preoccupazioni, a volte anche pregiudizi.
Da più parti si fa presente che occorrono un’attenta valutazione dei programmi di ricerca in sede scientifica e approfonditi test sulle sostanze prodotte anche da parte di istituti o agenzie nazionali e sopranazionali.
Ma quali sono le tesi più intensamente dibattute, in particolare per quanto riguarda le applicazioni della tecnologia del DNA in agricoltura?
Si fa osservare che
• in agricoltura i vantaggi delle manipolazioni genetiche sono del tutto modesti o ancora tutti da dimostrare;
• spesso piante ingegnerizzate al fine di risultare resistenti agli erbicidi e ai microbi possono avere un enorme sviluppo a scapito di quelle naturali, o che ibridandosi con piante selvatiche, potrebbero trasferire a queste la resistenza agli agenti esterni con il risultato di renderle “superinfestanti”;
• per le suddette considerazioni, più utile sarebbe intensificare il processo di ibridazione naturale delle piante:
• nel mondo viene prodotto cibo sufficiente per soddisfare i bisogni alimentari dell’intera popolazione mondiale e che solo una inadeguata distribuzione produce il fenomeno della fame nei paesi in via di sviluppo:
• poiché come gli scienziati stessi riconoscono, non sono perfettamente conosciute le modalità secondo cui gruppi dì geni o geni isolati agiscono, sia probabile che in qualche caso vengano attivati geni che codificano tossine, e ciò comporterebbe l’aumento di allergenicità, a scapito della sicurezza alimentare.
Come si vede l’uso delle biotecnologie solleva problemi complessi con implicazioni sia morali sia giuridiche; considerata la necessità di un’attenta regolamentazione in materia, molti Paesi, l’Ue stessa, vanno via via elaborando un insieme di regole ispirate a criteri di cautela e sicurezza.
Sono state così introdotte misure perché
• i prodotti alimentari derivati da organismi ingegnerizzati siano testati in maniera esauriente ai fini della sicurezza alimentare;
• vengano condotti studi per eliminare o ridurre l’allergenicità degli alimenti transgenici;
• i prodotti farmaceutici, ottenuti con le biotecnologie, siano privi di effetti collaterali dannosi sia a breve sia a lungo termine;
• essenzialmente i prodotti transgenici non arrechino danno all’uomo e all’ambiente.
Grazie a questi interventi legislativi oggi per le piante transgeniche in molti Paesi vi è l’obbligo di analizzare la tossicità dei prodotti e gli effetti sull’ambiente, controlli questi mai attuati per l’agricoltura tradizionale; quanto ai meccanismi di espressione genica, i promotori del Progetto Genoma assicurano che via via saranno conosciuti i meccanismi più fini della regolazione e dell’espressione genica e che pertanto, incamminandosi per questa strada, nuove prospettive si apriranno anche per i problemi connessi alla sicurezza alimentare.
In definitiva le sperimentazioni scientifiche hanno evidenziato che le biotecnologie presentano enormi potenzialità per l’incremento della produzione agricola, il miglioramento genetico di piante e animali, per la salute umana: il loro sviluppo va pertanto accompagnato e sostenuto da adeguate misure di sicurezza.
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