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Teoria dell'endosimbiosi



La teoria endosimbiotica è stata creata per giustificare delle caratteristiche peculiari dei mitocondri e dei plastidi, e in particolare la presenza di una doppia membrana che li delimita dall’ambiente esterno, la presenza di un DNA di tipo procariotico e dei ribosomi.
Infatti secondo tale teoria i plastidi e i mitocondri rappresentano il prodotto dell’evoluzione a cui ha seguito un processo di endosimbiosi primaria e, in questo processo, una ancestrale cellula eucariotica ha endocitato una cellula procariotica (nel caso dei plastidi si tratta del cianobatterio) in grado di compiere la fotosintesi clorofilliana esattamente come le piante (gli organismi in grado compiere la fotosintesi clorofilliana sono i plastidi, i cianobatteri e le alghe verdi); invece nei mitocondri si tratta di un α - proteobatterio (ormai estinto) in grado di utilizzare l’ossigeno, specie ossidante e nociva se non si posseggono i mezzi per l’utilizzo di quest’ultimo e per la difesa da una non corretta riduzione dell’ossigeno molecolare.
Naturalmente l'endosimbiosi è seguita da svariati processi evolutivi che hanno portato alla trasformazione dell’α -proteobatterio in mitocondrio e del ciano batterio in plastide. Tra questi vediamo il trasferimento di geni del genoma del procariotica endocitato al nucleo della cellula eucariotica.
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